Medio Campno Barumini. Presentata a Roma dal ministero la nuova strategia per i monumenti protetti dall'Unesco Il sindaco Emanuele Lilliu: «Il Piano digestione è quasi pronto» BARUMINI. Viaggio di andata e ritorno nella capitale, per il sindaco Emanuele Lilliu, con il sovrintendente ai Beni archeologici, Vincenzo Santoni, in occasione dell'annuale rendez-vous tra i trentanove siti Unesco italiani. Incontro promosso dal ministero dei Beni culturali, per fare il punto sull'attuazione dei "Piani di Gestione" dei monumenti considerati patrimonio dell'umanità. Un incontro, quindi, che, sotto la presidenza dell'architetto Guidi, responsabile Unesco per il ministero, ha riunito intorno un solo tavolo i sindaci di questi luoghi eccellenti. Unico comune della Sardegna, Barumini, con il suo nuraghe inserito dal 1997 nel patrimonio mondiale dell'Unesco. Nell'incontro, il portavoce del ministero ha informato i sindaci sulla nuova legge per i siti Unesco: oltre a specifici finanziamenti per la valorizzazione, prevede una "corsia preferenziale" relativamente all'accesso a fondi regionali, nazionali e comunitari sempre con l'obbiettivo di avviare iniziative tese a "monetizzare" il patrimonio culturale. A Roma è stato presentato in anteprima anche il sito del ministero dei Beni culturali sulle Città Unesco italiane. Per quanto riguarda il piano di gestione de "Su Nuraxi", sarebbe in dirittura d'arrivo. Secondo la filosofia che vuole l'Unesco: i monumeti devono uscire dal loro "isolamento dorato" e diventare poli d'attrazione per nuovi processi di sviluppo. Come dire che oltre alla tutela e conservazione, il nuraghe dev'essere anche in grado di esaltare la promozione dell'identità territoriale e delle fiiere produttive, per favorire lo sviluppo socio economico nonché la promozione delle culture locali. Il prossimo e decisivo passo dice il sindaco sarà la verifica di conformità delle carte del nostro Piano di gestione con quelle del Piano paesistico regionale, per poi presentarci al confronto con l'assessore agli Enti locali e con quello alla Pubblica istruzione». L'obbiettivo, a questo punto, è chiaro per tutti, dal sindaco di Barumini ai sovrintendenti: il nuraghe simbolo dell'identità dei sardi dev'essere al centro di un sistema integrato dove il patrimonio culturale sarà, a sua volta, il punto di partenza per lo sviluppo economico del territorio. Obbiettivo raggiungibile soltanto se anche gli altri comuni del territorio entraranno a far parte di questo meccanismo virtuoso, ed è per questo infatti che la partecipazione di Gesturi, Villanovafranca, Las Plassas e Tuilli alle riunioni prepratorie per il Piano e il prossimo ingresso di Setzu e Genoni devono essere oggi salutati come l'inizio di una nuova. Ed è, tra l'altro, quello che l'Unesco vuole: questi monumenti unici non devono essere più soltanto dei silenziosi testimoni della cultura.