Alla conferenza nazionale organizzata dal Man, i responsabili dei centri dedicati ai contemporanei a confronto su risorse e progetti L'Amaci al ministro: serve più attenzione Ma a questo nuovo ministro della Cultura, che cosa gli vogliamo chiedere? Sarebbe bastata la prima domanda del modoratore Paolo Vagheggi, inviato di "Repubblica" e direttore di" KwArt", per tenere viva e vispa la conferenza dei direttori dei musei d'arte contemporanei italiani, che si è riunita venerdì a Nuoro nella sala anfiteatro dello Iacp per iniziativa dell'Amaci, l'associazione musei d'arte contemporanea italiani. La scelta di Nuoro non è un caso: dipende dal Man, il museo nuorese che nel 2004 è stato chiamato a far parte dell'associazione per via «delle scelte culturali, dell attenzione ai servizi e degli standard qualitativi alti». Lo ha detto la presidente deWAmaci Gabriella Belli, che del Man apprezza anche «la sobrietà incisiva che lo rende simile al suo direttore Cristiana Collu». E da Nuoro quindi che parte il primo elenco di richieste destinato a Francesco Rutelli, nuovo responsabile del ministero che ieri era guidato da Rocco Buttiglione e l'altro ieri da Giuliano Urbani. In cima alla lista, a sorpresa, non c'è la richiesta di aumentare o moltiplicare i fondi per i musei. Non che l'idea di nuovi stanziamenti dispiaccia ai direttori, o che l'arte goda di risorse esagerate: semplicemente «sappiamo che il ministro soldi non ne ha, o ne ha pochi - come ha dette Ludovico Pratesi, direttore del centro arti visive "La Pescheria" di Pesaro - Quello che gli chiediamo in questo momento è soprattutto attenzione: lo Stato ancora non prevede la figura professionale del direttore di museo». Per fare un altro esempio di cose da cambiare, «serve più collegamento con il ministero dell'Istruzione per poter educare all'arte gli studenti». Un tema, quest'ultimo, che i soci dell'Amaci sentono particolarmente. Perché è vero che l'arte contemporanea, come diceva Vagheggi, domani sarà arte antica e patrimonio del Paese. Ma è vero soprattutte che gli studenti, gli scolari che oggi seguono le attività dei musei e imparano a entrare in confidenza con l'arte contemporanea - ha spiegato Alessandra Pala, responsabile dei progetti didattici del Man - sono i visitatori del futuro. Cittadini che domani sapranno già bene quello che oggi sfugge ancora a troppi sponsor e a troppi amministratori pubblici: l'arte contemporanea è centrale, non un lusso incomprensibile alla massa ma una ricchezza di tutti e «uno strumento per riflettere sui cambiamenti del nostro mondo». La definizione è di Marco Pierini, direttore del centro «arte Palazzo delle Papesse di Siena, che ha visto Prato cambiare volto urbanisticamento e socialmente sotto le ruspe che hanno abbattuto le vecchie fabbriche dismesse della zona industriale, uno stravolgimento che interpella gli artisti quanto gli architetti e gli amministratori comunali. Ma Pierini non ha visto chiudere solo industrie: «Il problema oggi non è aprire un museo, ma tenerlo aperto. Ne nascono tanti, ma quanti superano i tre anni?». Ci riescono, in genere, quelli che non cadono «nel sistema del mestrificio, che attrae turisti in città d'arte dove ce ne sono già tanti», penaliz7ando gli altri centri e spesso snobbando le opere dei contemporanei per avviarsi su sentieri più collaudati e rassicuranti. E pensare che in fondo l'arte di oggi non ha solo qualità estetiche e culturali: «Diciamocelo volgarmente: dati i costi bassi, con il contemporaneo ci si potrebbe fare belli - e si potrebbe fare bene - anche con poco». Basterebbe dedicare all'arte un po' più di ossigeno. E di attenzione.
Musei d'arte, da Nuoro sos a Rutelli
La conferenza nazionale dei direttori dei musei d'arte contemporanea italiani si è tenuta a Nuoro, in Sardegna, con l'associazione musei d'arte contemporanea italiani (Amaci). I direttori hanno presentato una lista di richieste al nuovo ministro della Cultura, Francesco Rutelli, tra cui l'attenzione per il settore museale e la creazione di una figura professionale del direttore di museo. I direttori hanno anche sottolineato l'importanza dell'arte contemporanea per l'educazione e la formazione degli studenti. La lista non include richieste di aumentare i fondi per i musei, ma piuttosto chiede di dare più attenzione al settore.
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