Venezia si mobilita ancora contro ilMo.s.e, il modulo sperimentale elettromeccanico che dovrebbe, fra le molte perplessità e resistenze dei cittadini, proteggere l'abitato delle acque alte. Intorno alle 15.00 iniziano ad arrivare davanti alla stazione piccole barche di tutti i generi. Sempre più numerose, si muovono verso la sede del Comune dove è in corso una seduta del consiglio. Si organizzano per un piccolo blocco del traffico che crea un po'di scompiglio a tassisti e gondolieri che però si mostrano tolleranti. Le imbarcazioni sfilano una dopo l'altra sotto il ponte di Rialto dove turisti e veneziani applaudono divertiti per esprimere ai manifestanti la propria solidarietà. Quando i natanti giungono sotto le finestre del Comune, trovano ad attenderli una piccola folla di cittadini e associazioni ambientaliste che chiedono al sindaco ed al governo locale una netta presa di posizione sulla vicenda Mo.S.E. La richiesta è quella di mettere all'ordine del giorno la fine dei lavori; le leggi speciali per Venezia imporrebbero infatti che l'attuazione di un simile sistema venisse valutata solo dopo aver verificato l'impossibilità a mettere in pratica ogni altro metodo. E' un sistema che non è né sperimentale, né graduale, né reversibile come vorrebbero le medesime leggi. I comitati contrari all'opera sono forti di una decisione della Comunità Europea che ha dato recentemente inizio ad una procedura di infrazione nei confronti dell'amministrazione locale. Ha potuto farlo prendendo le mosse da uno studio del 1998 della commissione nazionale di valutazione di impatto ambientale che provava inequivocabilmente che alcuni dei cantieri operavano in zone protette, oasi ecologiche a forte rischio di danno ambientale. Contro lo studio in questione fece ricorso al TAR la Regione Veneto, sostenendo che tutta la procedura di analisi ambientale competeva alla Regione stessa- Così il ricorso venne accolto ed i lavori avviati. Nonostante questo, però, la Comunità Europea ritiene ad oggi, scientificamente valide le condusioni della relazione anche se non furono in quel momento utilizzabili a fini legali. Nel pieno del pacifico assedio al palazzo comunale, i comitati vengono raggiunti da una notizia che afferma che con tutta probabilità la loro richiesta sarebbe stata accolta. Per oggi (ieri ndr) niente da fare, ma il cinque giugno prossimo il sindaco Cacciari convocherà il consiglio comunale per discutere la fine dei lavori del Mo.S.E. Forse ce l'hanno fatta, balenano i primi fuochi d'artificio e si stappano le prime bottiglie di una serata da ricordare. stessaCosì