FIRENZE Un restauro che ancora una volta porta la firma di una associazione di cittadini americani innamorati di Firenze. I «Friends of Florence», sotto la guida di Simonetta Brandolini d'Adda, tornano a finanziare (stavolta con una cifra che si aggira intorno ai 350mila euro) una piccola grande impresa fiorentina, laddove come non manca di ribadire ad ogni occasione il soprintendente Antonio Paolucci latita l'impegno dei privati fiorentini, «molto ricchi e molto avari, estremamente parsimoniosi quando si tratta di tirar fuori qualche soldo per restaurare e valorizzare il patrimonio dal quale pure traggono il loro benessere». Riapre dunque al pubblico la Sala della Niobe, una delle maggiori attrazioni del percorso degli Uffizi: ripulita nel suo elegante impianto neoclassico fatto di dorature, stucchi, decori a tema, incastonati nel verde chiaro, nei grigi e nell'avorio delle pareti. Con le opere esposte restaurate (in uscita volume e dvd a documentare il lavoro) e con un «nuovo» allestimento che si rifà a quello originario granducale di fine Settecento, compresi un sarcofago romano e l'enorme tela con «Plutone che rapisce Proserpina" di Giuseppe Grisoni rintracciata in stato comatoso qualche anno fa da Antonio Natali nei depositi degli Uffizi di Palazzo Serristori. Ci sono voluti due anni di cantiere e un gruppo affiatato di giovani restauratori per ripristinare quello che era detto il «Gran Salone di Galleria» che ospita le celebri statue classiche dei Niobidi (copie romane da originali greci) che raccontanc la tragica storia di Niobe, madre di splendida e numerosa prole, che seppe attirarsi l'invidia della dea Latona e per questo si vide uccidere, uno ad uno, i figli. Qui il dramma va in scena lungo tutta la sala, in un gioco di movenze marmoree che paiono richiamare quanto raffigurato nei teleri alle pareti: i due celebri «non finiti» di Rubens restaurati dopo l'attentato dei Georgofili e da allora ospitati in altra sala, il Grisoni, «rinato» grazie alle moderne e sorprendenti abilità dei restauratori capitanati da Muriel Vervat, e un imponente dipinto del Sustermans. Per sottolineare degnamente l'avvenimento si è svolta ieri una affollata cerimonia nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio presieduta dal sindaco Leonardo Domenici che, al suono delle chiarine, ha accolto e ringraziato gli «Amici» americani, ricordando al contempo che «il Comune in questi ultimi sei anni, per la tutela del patrimonio d'arte di sua competenza, ha investito 74milioni di euro, cifra significativa se rapportata ai magri bilanci comunali».
Uffizi: Rinasce la Sala della Niobe
Un gruppo di cittadini americani, i Friends of Florence, ha finanziato il restauro della Sala della Niobe degli Uffizi con una cifra di circa 350mila euro. Il restauro è stato condotto da un gruppo di giovani restauratori e ha richiesto due anni di lavoro. La sala è stata restaurata nel suo impianto neoclassico originale e le opere esposte sono state restaurate. Il restauro è stato presentato con una cerimonia nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, presieduta dal sindaco Leonardo Domenici. Il Comune di Firenze ha investito 74 milioni di euro nella tutela del patrimonio d'arte negli ultimi sei anni.
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