La palazzina di Stupinigi come il Louvre. Impreziosita da una struttura post-moderna con vetri a specchio su cui la reggia si riflette, in un magico faccia a faccia tra passato e futuro. Al posto di Ipeh Ming Pei, però, stavolta è stato chiamato Italo Rota. Il committente? L'Associazione piemontese antiquari che, alla palazzina di Stupinigi, dal 6 al 1 5 ottobre organizzerà la seconda mostra mercato biennale dell'antiquariato. «Abbiamo chiesto a un architetto di fama internazionale come Rota - ha spiegato ieri il presidente dell'associazione Roberto Cena - di realizzare un prezioso scrigno che rappresentasse un trait d'union fra antico e futuro. Una volta conclusa la manifestazione doneremo questa struttura alla città che, in attesa del congresso mondiale degli architetti potrà esibirla nelle piazze storiche». Il «nodo di Rota» misurerà 70 metri quadri e sarà alto dieci metri. Al suo interno troveranno posto pezzi d'antiquariato di inestimabile valore. Un progetto molto costoso, non c'è che dire, per il quale l'associazione è ancora alla ricerca di uno sponsor: «Vista la bellezza e il prestigio dell'opera - dice ancora Cena - siamo certi che qualcuno ci verrà in aiuto». La manifestazione espositiva, che si avvale del contributo e del patrocinio di Regione, Comune e Provincia nell'edizione precedente ha visto l'affluenza di quasi 20 mila visitatori provenienti da tutta Italia.