Il Sole 24 Ore Domenica 21 maggio 2006, n. 137, p. 29 All'attenzione del Signor Ministro Abbiamo chiesto a varie personalità del mondo della cultura cosa suggerirebbero a Rutelli. Ecco le loro risposte CONSIGLI PER IL PATRIMONIO Daverio sollecita la tanto attesa Galleria di Palazzo Barberini, Marco Tullio Giordana un'agenzia indipendente per l'audiovisivo, Lissner sconti fiscali per gli sponsor della lirica, l'editore Laterza una consulta per la lettura. E Paolucci concorsi per le soprintendenze. Antonio Paolucci Arruolare giovani Aprire i concorsi per i ruoli tecnico- scientifici della nostra Amministrazione. Questo è il consiglio che do al nuovo ministro. L'età media dei nostri storici dell'arte, archeologi, architetti eccetera.., è pericolosamente alta, sopra i cinquant'anni. Ogni manuale di scienze aziendali insegna che una impresa che non abbia nel suo staff i trentenni e i quarantenni è destinata a sparire. Noi non siamo un'azienda (Rutelli farà bene a non dimenticarlo mai) le Soprintendenze sono laboratori di saperi e di cultura che all'estero ci invidiano, sono quanto di meglio - in termini di professionalità, di efficienza e di prestigio - gli italiani abbiano inventato nello scorso secolo. Però siamo vecchi. Abbiamo bisogno di forze e di idee giovani. Subito. Fra due o tre anni sarebbe troppo tardi. Ottavia Piccolo Fondi certi per i teatri Ci sono due cose secondo me importanti: prima di tutto che il Governo tenga fede alle promesse fatte in campagna elettorale e che quindi ripristini il Fus (Fondo unico per lo spettacolo) com'era. In secondo luogo, basterebbe che il Fus, che ora è legato alle spese correnti e quindi alla Finanziaria, fosse legato agli investimenti. Al di là dei vari governi, questa diventerebbe già una garanzia che darebbe a tutti la garanzia di poter lavorare sapendo che i finanziamenti sono sicuri, senza aspettare la Finanziaria. Prima ancora di una legge vera e propria per il teatro, queste sono cose che secondo me si possono fare abbastanza tranquillamente. Giuseppe Laterza Pomeriggi per il libro Il libro è uno straordinario strumento di aggregazione e di promozione sociale. Lo sanno bene i bibliotecari, insegnanti, librai e editori che animano mille iniziative di qualità nel nostro paese. Occorre selezionare gli operatori del libro che fanno cose buone e investire su di loro. Innanzi tutto ascoltandoli: sono tante le proposte e le esperienze che "fungheggiano in Italia", come ha detto Umberto Eco al Forum del libro e della promozione della lettura organizzato a Bari dai Presidi del libro, l'associazione che mette in rete gruppi di lettori. Concretamente, per iniziare proporrei di istituire una volta al mese un incontro informale con i promotori delle buone pratiche della lettura per scambiare idee e ricevere suggerimenti: potrebbe chiamarli "I pomeriggi dell'ascolto" e sarebbe una bella innovazione. Stéphane Lissner Incentivare i privati Sarei orgoglioso, come sovrintendente della Scala, se il nuovo ministro dei Beni culturali potesse farsi promotore della creazione di una "Casa della Cultura" europea, della quale l'Italia potrebbe essere forza trainante. Credo che lo Stato debba affermare con forza la funzione pubblica della cultura. E un errore pensare che, disimpegnandosi, lo Stato possa essere sostituito da altri. Al contrario, se noi saremo istituzioni pubbliche forti, potremmo attrarre fondi privati con maggiore capacità di convinzione, e in particolare ciò potrà avvenire se si migliorerà la legge sugli sgravi fiscali, per creare condizioni di collaborazione più "invitanti. Giulia Mozzoni Crespi Fiducia ai tecnici I Beni Culturali e il Paesaggio del Paese più bello del mondo chiedono attenzione, amore, fondi e Dio - sa quante altre cose. Ma una fra tutte mi pare, oggi, la più importante. Ed è il rimettere in piedi e ridare potere e prestigio (il primo discendente anche dal secondo!) alle Soprintendenze che, se munite di mezzi finanziari, tecnici preparati in numero adeguato alle attuali esigenze della tutela e di un severo codice di regole, possono ancora salvare tutto quanto ed è tantissimo in Italia rimane delle nostre bellezze. Perché ciò avvenga è indispensabile che tutti, dai Direttori Generali agli ispettori di zona, sentano che vengono loro ridati stima, coraggio e fiducia. Presidente Fai Fondo per l'ambiente italiano Carlo Ossola Far tradurre i classici Quando si pensi che i migliori interpreti di Dante nel Novecento e i più innovatori sono stati americani (Pound, Singleton), inglesi (Eliot), russi (Mandelstam), spagnoli (Asmn Palacios), viene spontaneo ricordare che i nostri classici hanno rappresentato gli universi del visibile e dell'invisibile, ma non sono leggibili nelle lingue dell'universo. Vittore Branca ricordava che il Decameron volto in cinese, aveva cominciato con una prima tiratura, prudenziale, di 800mila copie. Signor Ministro, voglia moltiplicare per dieci gli attuali modesti fondi per il sostegno delle traduzioni di classici italiani, in inglese, cinese, russo, arabo, nelle lingue dell'India: ricaverà letture moltiplicate un milione di volte. Prima di pensare agli oggetti della moda e della vanità, che effimeri passano, si esporti un po' dell'eternità che i nostri classici hanno regalato al mondo. Philippe Daverio Ogni ministro dei Beni culturali, se il tempo glielo consente, ha una carta da giocare dando percorso e forma definitivi a ciò che gli uffici hanno già in gran parte elaborato.Lo ha fatto bene Veltroni con l'apertura di Villa Borghese. Lo ha fatto male Urbani raffazzonando un testo che è diventato il Codice Urbani, non ha fatto in tempo a farcela Buttiglione. Rutelli ce la può fare in tempo breve se riesce finalmente a sfrattare i militari da Palazzo Barberini e a fare dell'edificio splendido e storico la sede definitiva della Galleria Nazionale d'arte Antica. Le opere ci sono e sono fantastiche, i funzionari e dirigenti pronti a collaborare. Marco Tullio Giordana Cinema senza partiti Bisogna finalmente istituire il Centro Nazionale (o Agenzia) dell'Audiovisivo e a questo delegare completamente l'amministrazione di tutte le attività di sviluppo e sostegno (ove necessario) delle varie forme di spettacolo. Con quali risorse? Non più con la legge Finanziaria Generale ma con una forma di auto-finanziamento: basterebbe applicare una piccola aliquota ogni volta che l'utilizzo di "spettacolo" genera ricchezza: dunque ogni biglietto venduto, ogni passaggio televisivo, ogni vendita di dvd, Internet, ecctera. Questo renderebbe l'audiovisivo totalmente libero dalla tutela di qualsiasi governo e permetterebbe di re-immettere nella nostra economia anche parte degli immensi profitti che le major americane incassano sul nostro territorio. In Francia si fa da anni (e funziona benissimo). Paolo Rossi E i musei della scienza? La Galleria degli Uffizi conteneva un tempo non solo quadri, sculture e reperti archeologici, ma anche fossili, erbari, strumenti scientifici. A Firenze non c'è solo il David di Michelangelo, c'è anche il cannocchiale di Galileo. Il patrimonio delle memorie scientifiche italiane è davvero impressionante e c'è un grandissimo pubblico in attesa. Come dimostra la grande quantità di visitatori che affollano il Museo di Storia della Scienza di Firenze o l'Osservatorio di Arcetri o quello di Brera o di Palermo o il Museo della scienza e della tecnica di Milano e moltissimi altri. Questo patrimonio (presente sull'intero territorio della Repubblica) va tutelato e valorizzato. Carlo Callieri La via piemontese Mi aspetto un forte impegno, personale e del Ministero, nel portare avanti soluzioni organizzative e giuridiche che leghino con efficacia le istituzioni culturali e il loro sviluppo, alle autonomie locali e agli operatori del terzo settore, orientando i programmi e le azioni alla crescita dell'offerta culturale e alla sua valorizzazione, anche economica. Confermare e dare ulteriore impulso alle esperienze piemontesi delle Fondazioni Museo Egizio, Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale" , per migliorare il modello e la sua funzionalità nel rapporto tra Stato, autonomie e privati, e per consentire, estendere e diffondere "buone pratiche" consolidate, in un mondo, quello della cultura, che difetta di innovazione. Presidente della Fondazione per l'Arte della Compagnia di San Paolo e del Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale". Antonio Pappano Musica nelle scuole L'educazione musicale nelle scuole: questo mi sembra il primo punto da affrontare per far sì che la musica entri a far parte della vita di tutti noi. In Italia l'insegnamento della musica è tragicamente carente, mentre nel resto d'Europa è considerato un elemento centrale del percorso formativo. Mi piacerebbe anche una maggiore presenza della musica con la M maiuscola (senza distinzione di generi ovviamente!) nei programmi televisivi e radiofonici, perché ho sempre pensato che la musica sia uno degli elementi che rende la vita più bella e gioiosa. Mi stupisce ad esempio che un canale come Artè non sia facilmente accessibile in Italia come negli altri Paesi europei. Naturalmente sono necessari interventi economici che reintegrino i fondi tagliati dal precedente governo, ma è la politica complessiva che dovrebbe avere al centro l'amore per la musica, un'arte con la quale l'italia ha segnato indelebilmente la cultura occidentale. Direttore d'orchestra