«Caro ex sindaco Rutelli presto i fondi per i musei». Ai piani alti di via del Collegio Romano e ai vertici delle soprintendenze di Roma piace, per ora, il Rutelli neoministro per i Beni culturali. Piace anche perché vice premier e leader di uno dei due principali partiti che sostengono la coalizione. Insomma, un ministro «di peso», che soprattutto quel posto lo ha scelto e fortemente voluto. Lasciano dunque ben sperare la garanzia politica e la passione per un ministero che in realtà ha non pò che grane da risolvere. Prima fra tutte, la cronica scarsezza di fondi. E al neoministro, che alcuni di loro conoscono bene anche personalmente, in quanto ex sindaco di Roma, arrivano gli auguri (più degli scaramantici in bocca al lupo, a dire il vero) di alcuni tra i principali dirigenti e soprintendenti della capitale, che si prestano al gioco (che poi tanto gioco non è) di far recapitare a Francesco Rutelli una sorta di agenda dei desiderata, tipo letterina a Babbo Natale, che giocoforza diventa un qualcosa che somiglia molto a un cahier de doléance. Cosa chiedete al ministro? Quali dovranno essere, per lui, le prime urgenze da risolvere? Rispondono Angelo Bottini, uomo guida dell'archeologia a Roma ( Colosseo, Palatino, Domus Aurea, Caracalla...), Pio Baldi, direttore generale per l'architettura e l'arte contemporanee (Dare e Maxxi) e Vittoria Marini Clarelli, soprintendente della Galleria nazionale d'arte moderna, da cui dipendono anche i destini di altri musei satellite (a Roma, l'Andersen, il Boncompagni Ludovisi e la collezione Praz, ad Ardea il museo Manzù). Tutti con dichiarazioni praticamente fotocopia l'una dell'altra: «Se uno è sano di mente e fa questo lavoro -ci scherza su Bottini - non può che desiderare le stesse cose. D'altronde cosa si chiede a un ministro dell'Interno se non di sconfiggere la mafia? Va da sé allora che al titolare della Cultura, ministero a cui è stata tagliata del 60 per cento la spesa corrente negli ultimi anni, e il cui personale andato in pensione non è stato più sostituito da tempo, si chiedano innanzitutto più soldi e più personale. Sembrerà banale, lo capisco, ma è così». «Intanto - esordisce Bottini - faccio a Rutelli i miei migliori auguri, per un'impresa non certo facile. Ho avuto, come tutti, l'impressione che il suo desiderio fosse proprio quello di ricoprire questo ruolo. Un desiderio forte, che apprezzo al di sopra di qualsiasi altra cosa e che mi pare indichi un atteggiamento positi vo. Due, le cose che mi aspetto da lui. La prima, più generale, l'ho già accennata, e gliela chiedo da funzionario. La seconda riguarda più nello specifico il mio ruo 10 di soprintendente archeologico di Roma. Primo, caro Rutelli, spero lei possa invertire la tendenza alla contrazione della spesa, nei limiti che le saranno possibili. Secondo, egregio ministro, le chiedo di mettere mano rapidamente all'ordinamento organizzativo della mia Soprintendenza. Mi chiedo in particolare se non sia il caso di modificare l'autonomia così come è stata pensata, procedendo a profonde modifiche sulle strutture funzionali e giuridiche. Il modello dei Poli museali non si è rivelato adatto a esperienze diverse quali quelle di una soprintendenza archeologica. Si tratta di una questione importantissima, anche se può apparire meramente tecnica. Erogare fondi non basta, se poi i fondi, quando arrivano, si inceppano con una macchina funzionale, organizzativa e amministrativa che va rivista e non può assolutamente essere lasciata inalterata. Per il resto, ma si tratta di problemi tutti collegati, vado in automatico: Domus Aurea da riaprire, Palatino e tutta l'area archeologica centrale da tutelare, precari da regolarizzare, personale tecnico scientifico e di vigilanza da potenziare». Zaha Hadid, fortissimamente Zaha Hadid. Invitato a esprimere un auspicio, Pio Baldi non ha dubbi. Dichiara di avere molta fiducia in Rutelli («che conosco da anni») e indica come priorità assoluta il completamento del futuro Maxxi, museo del XXI secolo, il cui cantiere è in corso su futuristico progetto firmato dal la celebre architetta anglo-irachena: «Siamo al 40 per cento dell'opera, e il museo già funziona in piccola parte in una casermetta ristrutturata. Si tratta di un progetto fondamentale per Roma e per l'Italia, unico paese importante dove manca un museo dedicato alla contemporaneità. Mi piacerebbe che già nel pri mo Dpef ci fosse un segnale, l'indicazione di un finanziamento cospicuo, non "a spizzico", per portare a termine questa grandissima infrastruttura culturale. Il costo dell'intera operazione è di 80 milioni, pochi rispetto all'importanza dell'operazione. Manca il 60 per cento del finanziamento, faccia un po' lei i conti...». «Innanzi tutto faccio gli auguri a Rutelli, perché so che non l'aspetta certo un compito facile», dice la Marini Clarelli, che dal neoministro si aspetta molto: «Non certo miracoli, questo no. Conosciamo la situazione economica. Però spero in una decisa inversione di rotta sul fronte dei finanziamenti. Davvero, siamo allo stremo finanziario. E non è una leggenda quella per cui soprintendenze come la nostra, che gestiscono musei e devono garantire aperture al pubblico, non hanno più soldi nemmeno per pagare le bollette. L'altra emergenza riguarda gli organici, ed è cosa nota. Desideri? Sarei felice se nei prossimi cin que anni di legislatura si realizzasse il già avviato progetto di ampliamento della Gnam. Mi lasci però dire un'ultima co sa, che riguarda il forte desiderio di Rutelli di fare proprio il ministro dei beni culturali e il suo doppio incarico con la qualifica di vicepremier. Dopo il precedente di Veltroni, vedere la casella della Cultura subito dopo quella degli Esteri è una cosa a cui siamo poco abituati. Sarà pure una cosa simbolica, ma se il buongiorno si vede dal mattino, diciamo allora che questo somiglia molto a un buon giorno».
Bottini, Baldi e la Marini Garelli: ecco le loro priorità salvare Domus Aurea e Palatino, terminare Maxxi e Gnam.
Il neoministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, ha ricevuto le sue dichiarazioni di auguri da parte di alcuni dirigenti e soprintendenti della capitale. Angelo Bottini, uomo guida dell'archeologia a Roma, Pio Baldi, direttore generale per l'architettura e l'arte contemporanee, e Vittoria Marini Clarelli, soprintendente della Galleria nazionale d'arte moderna, hanno espresso le loro speranze e le loro richieste per il ministero. Bottini chiede di invertire la tendenza alla contrazione della spesa e di mettere mano rapidamente all'ordinamento organizzativo della sua Soprintendenza.
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