Palazzi liberty, in stile eclettico e neoclassico, o quanto è magari sopravvissuto al terremoto del 1908, "scompaiono" in una città ormai multiforme e disomogenea e che conta tra i suoi edifici sempre più casermoni privi d'anima. La disarmonia dell'assetto urbano dunque caratterizza purtroppo Messina e la tendenza resta quella di fare espandere la città senza alcuna logica formale e sostanziale. «Un dialogo aperto e un lavoro sinergico tra professionisti, ordini e istituzioni potrebbe però essere l'input per la rinascita architettonica e culturale della città» secondo l'arch. Dario La Fauci, presidente dell'Ordine degli architetti di Messina, convinzione espressa nell'ambito del convegno tenutosi nei giorni scorsi alla Facoltà di Ingegneria. Il momento di riflessione è stato promosso dall'Ordine degli architetti di Messina in collaborazione con la SIKKENS, azienda produttrice di materiali per l'edilizia, e con il patrocinio dell'Università degli studi di Messina. Nel corso dell'incontro è stato affrontato principalmente il problema della riqualificazione del territorio attraverso l'elaborazione di un "Piano del colore" sulla scia di quanto già realizzato o progettato in altre realtà. Il piano del colore è uno strumento che consentirebbe di rendere più omogeneo l'assetto urbano nel rispetto dei colori che offre naturalmente il territorio nonché in armonia con le tinte che da sempre hanno caratterizzato l'architettura della città. In città come Trieste dove il Piano del colore è divenuto un vero progetto ed è stato realizzato, come ha potuto illustrare la prof. Marina Fumo, docente di Architettura tecnica all'Università Federico II di Napoli e progettista, si è proceduto ad una riqualificazione dei palazzi attraverso opere di restauro coordinato e organico che ridonassero alla città l'originaria bellezza. Il piano colore, dunque, si occupa di regolare le gradazioni cromatiche degli edifici. Dietro la realizzazione di questo tipo di progetti c'è sempre un ampio studio di ricerca che prevede acquisizione di notizie storiche, bibliografiche e archivistiche nonché tecniche volte a garantire una riproduzione del colore originale o una variazione conforme al disegno complessivo del centro urbano sul quale si deve operare. Proposte e progetti di riqualificazione attraverso il piano del colore sono stati elaborati anche per la città di Napoli dalla prof. Fumo e dall'arch. Roberto Garu-fi, responsabile dell'Unità operativa Architettura e Paesaggio della Regione che ha partecipato, assieme all'arch. Guido Meli, direttore del Centro regionale per la progettazione ed il restauro, al tavolo tecnico per redigere il piano del colore della Sicilia. L'arch. Mirella Vinci, responsabile dell'unità operativa Tutela Centri Storici della Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina, si è occupata della possibilità di realizzare un piano del colore e di riqualificazione. Dalle analisi svolte si è capito quali potrebbero essere le gradazioni da utilizzare per una riqualificazione del centro storico e di tutti quei palazzi che restituirebbero, se restaurati, dignità architettonica alla città. L'elaborazione di un piano e di un codice del colore ridurrebbero sicuramente gli scempi ma per la concreta attuazione è necessario l'intervento delle istituzioni. Di un piano di riqualificazione del territorio della provincia di Messina dalle città della montagna alle città del mare, in collaborazione con la provincia e con il G.A.L., si è invece occupata la prof. Raffaella Lione, docente di Architettura tecnica dell'Università di Messina. La prof. Lione ha dato inizio ad un lavoro di ricerca, che ha visto coinvolti anche gli studenti della facoltà di Ingegneria. Si è proceduto mediante l'analisi dei luoghi e la redazione di schede tecniche per l'elaborare di piani del colore per i 47 paesi oggetto di studio. Presenti al convegno il dott. Tanino Sutera, vice presidente della Provincia di Messina, l'avv. Antonio Catalioto, assessore comunale ali' Edilizia, l'arch. Rocco Scimone , soprintendente ai Beni culturali ed ambientali di Messina, l'arch. Giovanni Lazzari, vicepresidente dell'Ordine degli architetti che ha introdotto e moderato il convegno, ed il prof. Signorino Galvagno, preside della Facoltà di Ingegneria. Sono intervenuti anche i rappresentanti della SIKKENS, Armando Fagotto e Tiziano Brocca, che hanno presentato l'azienda e spiegato le tecniche di utilizzo di nuovi materiali per il recupero dei prospetti degli edifici.