Antonio Natali è il direttore del Dipartimento di pittura del XVI e XVII secolo della Galleria degli Uffìzi. Racconta che il 27 maggio del 1993 quando arrivò all'ingresso del Corridoio Vasariano, camminando in mezzo ai detriti e alla polvere, provò uno strano turbamento. L'Adorazione dei pastori di Gerrit Van Hontorst - che fu detto Gherardo delle Notti - colpita in pieno da schegge e frammenti causati da una bomba mafiosa, gli apparve quasi come un'installazione d'arte contemporanea, e arrivato davanti alla tela sbattuta corne la vela di una nave, gli sembrò d'essere entrato dentro un uragano, II quadro era apparentemente distrutto, gran parte del colore era crollato miseramente a terra. Da allora il dipinto, lungo più di due metri e alto tre metri e mezzo, è stato considerato "perduto". I,o testimoniano la Garzantina dell'arte o le pubblicazioni degli Uffizi che parlano dell'opera, «letteralmente cancellata da una pioggia di frammenti di vetro». E invece a dieci anni dal brutale attentato, in cui persero la vita cinque persone, c'è stato un vero "miracolo". L'Adorazione dei pastori è srtata restaurata almeno al cinquanta per cento spiega Natali che ha diretto questo intervento finanziato dagli Amici degli Uffizi, ultimo di una lunga catena di solidarietà (Repubblica e i suoi lettori restaurarono la sala delle Reali Poste). Oggi l'Adorazione è il vero simbolo della rinascita del museo. Il dipinto lo incontrerà, proprio nel Corridoio Vasariano, il presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi che domani sarà a Firenze in occasione del decimo anniversario della strage, per la quale sono stati condannati Totò Riina e altri quattordici mafiosi (ma l'inchiesta sui mandanti è ancora aperta). Dell'attentato la città ha cancellato quasi ogni segno. In via dei Georgofili, la Torre dei Pulci, distrutta dall'autobomba, è stata interamente ricostruita con le stesse pietre devastate dalla spaventosa deflagraione. Agli Uffizi sono stati completati i restauri. Complessivamente sono costali nove milioni di euro, testimonia Antonio Paoluccì, ex ministro, allora come oggi Soprintendente del polo museale fiorentino. Ma senza mettere in conto che è stato distrutto I giocatori di carte di Bartolomeo Manfredi, quasi completamente perduto Concerto dello stesso autore. In quella tragica notte furono danneggiate cinquantasei sculture antiche e due moderne, e centosettantacinque dipinti. Erano opere esposte nell'ala di ponente degli Uffizi. Neanche i nazisti avevano osato minare il cuore della cultura mondiale. Lo spettacolo che si presentò all'alba del 27 maggio era pauroso. Erano decapitati, spaccati, il Discobolo e il Niobìde morente, squarciate dai vetri dei lucernari Morte di Adone, capolavoro supremo di Sebastiano del Piombo, ma anche l'Ingresso di Enrico IV a Parigi ed Enrico IV alla battaglia d'Ivry di Rubcns, e una sequenza di dipinti di Tiziano, Tintoretto, Guido Reni, fu sfiorata la Medusa di Caravaggio. l'Adorazione dei pastori è una pala d'altare commissionata al pittore olandese nel 1619 da Piero Guicciardini. Dieci anni fa la tela fu distesa, narra Antonio Natali, come«si fa con le fragili spoglie di un cadavere», velinata con carta giapponese per trattenere pigmenti di colore e bloccare gli spacchi. Dieci anni dopo l'opcra c stata affidata alle mani di Lucia e Andrea Dori, E'stato un lavoro certosino. Hanno cominciato allineando «i fili sfrangiati e le lacerazioni» impiegando vapore acqueo, poi asciugato «sotto una leggera pressione». Ogni giorno sonostate trattate piccole porzioni della tela infine la sutura. E1 così che ha ripreso vita l'Adorazione. E' ben diversa da come appariva prima dell'attentato. Il Bambino, da cui scaturiva una luce caravaggesca, è quasi scomparso, stessa cosa per San Giuseppe, per parte dei pastori e degli angeli. Ma la veste della Madonna ha di nuovo l'azzurro dei lapislazzuli, non ha perso l'antico fascino. E' l'emblema di questi Uffizi che legano il decennale a storici cambiamenti. Molte trasformazioni sono già avvenute: ora c'è una biblioteca, un book shop, un nuovo ingresso, ristorante, caffetteria. Ma c'è ancora da costruire l'uscita progettata da Arata Isozaki, devono prendere forma i grandi Uffizi con le sale del primo piano. Al contempo è stato approvato il regolamento di attuazione dei poli museali. Il sistema fiorentino, guidato dagli Uffizi, è diventato indipendente e con i proventi derivanti da royalties e dalla vendita dei biglietti (soltanto la galleria ha un milione e duecentomila visitatori l'anno) avrà un bilancio annuo di circe diciotto milioni di euro. Soldi e autonomia. Comincia davvero la rinascita cuna rivoluzione nella vita del museo. Lo ricorderà L'Adorazione dei pastori.