è ufficiale: Antonio Paolucci resterà in carica altri tre anni. Ovvero fino al compimento dei settant'anni di età. La notizia arriva dalla Capitale. «Si tratta di un decreto datato 10 maggio 2006, uno degli ultimi firmati da Rocco Buttiglione, oggi non più a capo dei Beni culturali», spiegano al ministero e confermano in soprintendenza. Nato a Rimini il 29 settembre 1939, Antonio Paolucci conserverà dunque il suo (triplice) incarico fino al 2009, cosa che scatenerà non poche reazioni. Quello che è stato fatto per il soprintendente al Polo museale fiorentino, nonché direttore dei Beni culturali della Toscana e direttore della Galleria degli Uffizi, non è stato fatto a suo tempo per il soprintendente Archeologico di Roma, Adriano La Regina, né per la direttrice degli Uffizi Anna Maria Petrioli Tofani, e c'è da chiedersi se analogo decreto il ministero lo riserverà, ad esempio, a Francesco Sicilia, che dirige il Dipartimento per i beni culturali e paesaggistici. Di certo c'è solo che il provvedimento caldeggato dai soggetti più disparati, come l'ex ministro Giovanna Melandri o dai membri di Giunta dell'Api Toscana che avevano rivolto veri e propri appello al ministro è arrivato. «11 professor Paolucci rappresenta una garanzia per la città e la nostra regione: è un bene di cui non privarsi le parole dei portavoce della piccola e media impresa della Toscana . Siamo consapevoli che l'eccellenza è un bene da non perdere. Da imprenditori stentiamo a capire come un'amministrazione che favorisce, nel privato, il permanere al lavoro post età di pensione, possa non avvalersi delle nonne che permetterebbero al professor Paolucci di conservare la sua funzione». «Io ho sempre dato la mia disponibilità a rimanere, chiunque preferirebbe un tecnico a un amministrativo, anche se la tendenza (preoccupante), è quella alla progressiva 'amministrativizzazione'». le parole del diretto interessato. L'ex ministro, portato a] governo per 16 mesi nel 1995 da Lamberto Dini, negli ultimi anni è stato investito di un potere rilevantissimo. Da cinque anni ha infatti sommato la carica di Direttore regionale del patrimonio e dei Beni culturali della Toscana, una sorta di super soprintendenza regionale, la direzione del Polo museale fiorentino e anche le funzioni, ad interini, di direttore della Galleria degli Uffizi. Il 29 settembre, al raggiungimento dei 67 anni di età, avrebbe esaurito anche la proroga biennale che gli è stata concessa due anni fa. Ma Antonio Paolucci non ha mai nascosto di aver presentato, da subito, domanda per ottenere un'ulteriore proroga che gli avrebbe consentito (come gli consentirà) di restare al timone dei gioielli fiorentini. Una richiesta rimasta per mesi sepolta nei cassetti del ministro Giuliano Urbani che, a poche settimane dalla scadenza dell'incarico, ha inviato al soprintendente la comunicazione che - per mancanza dei fondi non era possibile accordargli la proroga. Ha sciolto il nodo sul filo di lana Rocco Buttiglione: il decreto ora è arrivato.