All'esterno cresce l'erba all'interno la polvere. E' questo lo stato della Fondazione Manzù, che sorge presso Ardea, a breve distanza dalla collina sulla quale lo scultore s'era fatto costruire la casa e lo studio per poter lavorare in piena tranquillità. Sia la casa -un'ampia casa bianca rettangolare, sorretta come un tempio periptero da pilastri di legno, circondata da alberi e piante in fiore e roseti -che lo studio un enorme capannone che traeva luce dai lucernari e dalle finestre aperte sullo spazio verdeggiante - favorivano la contemplazione e la poesia. Ideata e fatta realizzare nel 1969 da Inge Schabel - la ballerina tedesca divenuta la modella, l'ispiratrice e la seconda moglie dello scultore, dalla quale aveva avuto due figli, Giulia e Mileto - la Fondazione raccoglie centinaia di opere di inestimabile valore. Nei due ampi saloni si ammira Giulia e Mileto in carrozza, il bronzo del 1966, una delle creazioni più romantiche dell'arte scultorea, antica e moderna. Seguono il Bassorilievo di Cristo con generale del 1947, i Cardinali degli anni Cinquanta-Sessanta, che Picasso vedeva come delle piramidi, la Testa e il Busto, di Inge, il Ritratto di Kokoschka, il pittore che aveva chiamato Manzù ad insegnare a Salisburgo, il bassorilievo in bronzo Morte per violenza del 1963, il bassorilievo in bronzo Morte dì Giovanni XXIII e il bronzo dorato Testa di papa Giovanni dello stesso '63, gli Amanti del '65-66, la Grande Striptease del '67. E poi i Grandi Nastri con i quali Manzù si provava nella scultura astratta, i ritratti di John Huston, di Barnard, di Montale. Inoltre dipinti, medaglie, monete, timbri, placchette, spille. Opere meravigliose, ma che non hanno visitatori. La Fondazione, che è sotto la giurisprudenza della Galleria Nazionale d'Arte Moderna, è quasi sempre deserta. Che cosa fanno le autorità capitoline, pur così impegnate a creare a Roma nuovi spazi museali ed espositivi? Dice la signora Manzù: «Si potrebbero fare tante cose nella Fondazione, come organizzarvi un premio per i giovani scultori, allestirvi mostre di altri artisti, tenervi dei concerti. Fra l'altro, Manzù aveva svolto una notevole attività teatrale quale autore delle scene e costumi per YOedìpus rex e l'Histoire du saldai di Stravinskij, La follia di Orlando di Petrassi. Mi piange il cuore nel vedere la Fondazione ridotta cosi».