(r. b.) In restauro il più celebre, e unico rimasto, ciclo affrescato dei Da Ponte, conservato nella chiesa arcipretale di Cartigliano. Da qualche giorno sono iniziati i lavori nella celebre cappella laterale della chiesa, condotti dalla Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico di Verona. Gli interventi sono diretti da Fabrizio Pietropoli, mentre il restauratore è Egidio Arlango. Gli affreschi attribuiti a Jacopo Da Ponte e al figlio Francesco risalgono al 1575, sono la più bella testimonianza della celebre famiglia di pittori bassanesi. Molto soddisfatto dei lavori, che sono finanziati dal Ministero per i beni e attività culturali, l'arciprete di Cartigliano, don Pietro Dalle Rive: "L'ultimo lavoro di fissaggio dei dipinti risale ad alcuni decenni or sono. - ricorda il sacerdote - La cappella dapontiana, spesso meta di visitatori e conoscitori, aveva davvero necessità di una nuova serie di lavori di sistemazione. Risale a qualche anno fa una prima richiesta di intervento, poi l'anno scorso, constatando la presenza di umidità, segnalammo la cosa e per un sopralluogo la Soprintendenza di Verona ci invio Donata Somadelli. La decisione di provvedere la restauro è dei primi mesi di quest'anno, i lavori sono iniziati lo scorso 8 maggio". Il ciclo racconta la storia della salvezza attraverso diverse scene: si va dal peccato originale alla cacciata dal paradiso terrestre, dal sacrificio di Abramo alla consegna delle tavole della legge a Mosè; sulle vele del soffitto sono rappresentate varie figure di santi, nella scena principale vi è invece la crocifissione. I disegni preparatori della cappella dei Da Ponte sono conservati al museo del Louvre di Parigi. L'attuale cappella destra dell'arcipretale di Cartigliano era stata fino ai primi anni del 1660 l'abside della chiesa, in seguito all'ampliamento dell'edificio religioso divenne com'è ora un braccio laterale. La decorazione affrescata venne promossa da Iseppo Rinaldi, rettore della parrocchiale di Cartigliano dal 1559 al 1589, che chiamò i famosi pittori a trasformare l'allora punto focale della chiesa principale del paese. In questi giorni l'équipe di restauratori sta provvedendo a effettuare delle iniezioni per il fissaggio delle parti in condizioni più critiche, dovute agli ammaloramenti della muratura della cappella. Seguirà un lavoro accurato di fissaggio delle tinte e dei colori. La cappella rimarrà chiusa per un periodo di sei-sette mesi, don Pietro (ormai alla vigilia del 50 di sacerdozio) conta di poter vedere restituiti i dipinti alla collettività in occasione del Natale 2006. L'auspicio è che dopo gli interventi sul ciclo dapontiano si possa condurre un restauro anche alla pala d'altare di Bartolomeo Montagna del 1475, tuttora collocata sul fondo. La tela, d'un secolo antecedente agli affreschi, potrebbe essere stata considerata dai Da Ponte come fulcro della cappella, tant'è che alla spalle di quest'opera alcuni accertamenti avrebbero evidenziato che non vi sono affreschi.