Italia Nostra coinvolge Procura, Soprintendenza e Comune di Pesaro per salvare la palazzina dell'ex Enel. E' la presidente Federica Tesini, a scrivere, definendosi «vivamente preoccupata per l'imminente demolizione della palazzina del primo '900 in viale Buozzi». Già sede storica dell'Unes (Unione Esercizi Elettrici) e della direzione provinciale dell'Enel, per Italia Nostra l'edificio è da considerare «bene di interesse culturale ai sensi del decreto legislativo del 2004 in quanto "opera di autore non più vivente, la cui esecuzione risale a oltre cinquanta anni"». E' dunque appena iniziata la battaglia di Italia Nostra a favore della palazzina, un immobile a due piani con un fronte di circa cento metri, dal classico impianto edilizio dell'inizio del secolo scorso. «Se fossero vere le voci di una prossima variante al Prg, che ora prevede solo ristrutturazione vincolata, sul sedime della palazzina dell'Enel dovrebbero essere edificati cinque piani, per un totale di 30.000 mc, più due piani interrati. Un'enormità inaccettabile sul piano urbanistico e del traffico. Non solo, l'itervento comporterebbe uno scavo di consistente profondità nel sedime del vallato delle mura roveresche, un'area, adiacente al tracciato della via Flaminia, di notevole importanza archeologica, come dimostrano i reperti romani rinvenuti nel 1958 tra viale Cialdini e viale Buozzi negli scavi per la costruzione del palazzo d'angolo, oggi conservati al Museo Oliveriano. Per scongiurare tale scempio e per evitare l'abbattimento della palazzina, si richiede il riconoscimento di interesse culturale in base alle leggi ignorate nel caso della palazzina di fine '800 sede dell'ex Amga demolita in contrasto con le norme di tutela».
ROMA Salviamo la palazzina dell'ex Enel
L'associazione Italia Nostra ha iniziato una battaglia per salvare la palazzina dell'ex Enel a Pesaro, che è stata definita "opera di autore non più vivente" e quindi di interesse culturale. La palazzina, con un fronte di circa 100 metri, è stata costruita nel primo '900 e ha una storia come sede dell'Unes e della direzione provinciale dell'Enel. L'associazione è preoccupata per la prossima variante al Prg che prevede la ristrutturazione vincolata, ma che potrebbe comportare l'abbattimento della palazzina e lo scavo di un'area di notevole importanza archeologica. Italia Nostra richiede il riconoscimento di interesse culturale per salvare l'edificio.
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