Doveva essere l'uovo di Colombo: lo strumento per valorizzare finalmente il gigantesco patrimonio immobiliare dello Stato. «E' incivile non averlo fatto prima», proclamò l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti quattro anni fa, quando Patrimonio spa venne costituita. Non senza violente critiche dell'opposizione, dove qualcuno paventava addirittura la vendita del Colosseo ai privati. Ma erano timori ingiustificati. In attesa dei conti 2005, basta leggere l'ultimo bilancio disponibile, quello del 2004, durante il quale sono state avviate le vendite con tre aste pubbliche. Nella prima, su 11 immobili ne sono stati venduti tre. La seconda ha riguardato otto ex carceri: ne sono stati ceduti tre. La terza asta, è scritto nel bilancio, «ha visto l'aggiudicazione di due lotti su 20». Impietoso il bilancio degli stessi amministratori: «A giudicare dalla scarsa partecipazione del pubblico alle procedure di vendita sin qui svolte, i beni immobili posti in asta, già valutati appetibili dalla Commissione Vaciago, non sono stati recepiti dal mercato come tali». Nel 2004 i ricavi delle vendite di Immobili dello Stato sono ammontati a 12,6 milioni: metà dell'incasso è stato generato dall'alienazione dell'ex campo di volo di Milano Taliedo, con un guadagno di 2,7 milioni. Per il resto, le plusvalenze non sono state certamente entusiasmanti: 95 mila euro per il carcere di Monza (ceduto a 1,4 milioni), 250 mila per quello di Novi Ligure (ceduto a 750 mila euro), da 25.592 a 116.494 euro per alcuni appartamenti a Firenze derivanti da una eredità. A gennaio dello scorso anno sono stati poi venduti un terreno edificabile a Foggia per la rispettabile cifra di 4,3 milioni (plusvalenza di 47.064 euro) e il carcere di Mondovì, pagato 445 mila euro (29 mila di plusvalenza). Le spese, invece, eccole: 942 mila euro di consulenze, 450 mila per spese di funzionamento, 979 mila all'Agenzia del Demanio, 250 mila agli amministratori, 673 mila per l'affitto (!) dei «locali a uso ufficio» per ospitare 6 dirigenti, 9 quadri e 14 impiegati. Le speranze di valorizzare il patrimonio statale, a quattro anni dalla costituzione della società, sono affidate ora a un Fondo immobiliare costituito a gennaio, nel quale sono stati trasferiti 75 immobili dello Stato, e le cui quote sono state passate a Banca Intesa, Bnl e Morgan Stanley. Tutto qua. Il che fa sorgere spontanea una domanda: non se ne può occupare direttamente il Demanio? La riflessione va consegnata all'amministratore delegato Massimo Ponzellini. Per lui c'è chi parla di un avvicendamento con Claudio Panchieri, attuale responsabile di Risorse per Roma. Anche se forse sarebbe meglio eliminarla proprio, quella poltrona.