RIQUALIFICAZIONE dell' area intorno a Villa d'Este, mancata apertura notturna della Villa sabato scorso e occasione per una promozione turistica con i negozi aperti, come voleva il Comune, venuta meno. C'è stata aria di polemica, ieri mattina, a Tivoli, a cominciare dai gestori dei chioschi di souvenir. «Ci hanno fatto spostare come l'Unesco aveva richiesto all'Amministrazione per la riqualificazione degli spazi intorno all'ingresso di Villa d'Este - la lamentela di tutti i commercianti- ma se di riqualificazione si deve parlare questa dovrebbe valere per tutti. E invece non è così. Fuori noi dalla piazza e dalla strada di accesso i negozi, che certamente non potevano essere spostati, hanno approfittato degli spazi vuoti utilizzando il suolo pubblico come un prolungamento delle loro aree commerciali. E noi qui, in piazza delle Nazioni Unite, stiamo prendendo l'aria e l'aspetto di piccoli esercizi all'interno di un centro commerciale. Si è spezzato quel filo che spinge il turista, all'uscita dalla visita al monumento, a fermarsi per portarsi dietro un ricordo legato alla città appena visitata». Secondo la stessa logica che sta spingendo, sempre più spesso, alla creazione di spazi per la vendita di libri e oggettistica ali' interno dei monumenti. Ma se la polemica per i chioschi riprende una diatriba antica nessuno è riuscito a spiegarsi come un evento in pratica già definito e messo in cantiere possa essere saltato all'ultimo minuto. L'apertura notturna di Villa d'Este, una magia a cui pochi sono quelli che riescono a rinunciare, avrebbe dato, dicono gli operatori del settore ristorativo e in generale i commercianti di un po' tutti i generi merceologici, il via alla stagione. «Una stagione senza alcuna occasione come quella dell'apertura notturna dei monumenti - dice anche Angelo Salinetti coordinatore dell'associazione Aniene Valley, che raggruppa sotto la stessa egida albergatori e ristoratori - finirà per portare a Tivoli solo torpedoni durante la mattina e il primo pomeriggio. Turisti che in un paio d'ore di sosta avranno esaurito la loro permanenza in città per poi correre via verso altri appuntamenti». E occasioni mancate, queste, inoltre, per i tiburtini e i cittadini dei paesi dell'hinterland, anche per dare il via al gusto di godersi la città e i suoi mille angoli, tirando tardi con i negozi aperti e le vetrine scintillanti di luci. La volontà di porre in essere tutte le iniziative era ormai acquisita da parte della stessa compagine guidata dal sindaco Marco Vincenzi. Questa volta, purtroppo, è sfuggita, alla fine, la realizzazione.