Sei ore di festa nel nome dell'arte. I musei aperti sabato notte hanno fatto da richiamo per migliaia di persone, complice una serata estiva. Un bel momento per la città con palazzi storici e gallerie aperte al pubblico, ingresso libero. Un colossale struscio ha animato Palermo da via Libertà a piazza Marina, da Palazzo dei Normanni, a via Alloro. Tutti in fila, con momenti di caldo boia, per ammirare quadri e sculture, reperti archeologici e gioielli antichi, marionette e porcellane, collezioni d'armi e codici miniati. Grosso modo è andato tutto liscio. Con qualche delusione. Al museo della Specola, l'osservatorio astronomico di piazza del Parlamento, si entra a turno. Ma nessuno aveva specificato e comunicato che si poteva accedere alla collezione di strumenti astronomici e metereologici a piccoli gruppi e a distanza di oltre un'ora gli uni dagli altri. Per cui molte facce contrariate e qual-cuna decisamente arrabbiata. A complicare le cose anche un disguido sull'ingresso. Probabilmente non si era fatto caso che sabato sera nel cortile di Palazzo dei Normanni si sarebbe tenuto un concerto per il sessantesimo anniversario della Repubblica e dello Statuto siciliano. Quindi impossibile passare per la porta principale. Ingresso alla Specola provvisoriamente consentito da piazza Indipendenza, con un povero studente universitario costretto a fare affannosamente la spola per avvertire i visitatori e a prendersi i rimbrotti di molti visitatori rimasti a bocca asciutta. «Non è giusto - dice una signora -vengo da Mondello appositamente per vedere le stelle dall'osservatorio e devo aspettare qui un'ora e mezza. Ma siamo matti?». «Ero tranquilla a casa mia - sbotta Ida Bazan - dai giornali apprendo che si può visitare la Specola di notte e penso di approfittarne. Ma almeno qualcuno poteva dirlo che una volta arrivati c'era da fare questa lunghissima anticamera. O no?». In effetti si poteva dire. Chi però ha avuto la fortuna di arrivare sin lassù ha goduto di un grande privilegio: passeggiare sulla terrazza che domina tutta la città, coccolati dalla note di un bravissimo chitarrista come Francesco Buzzurro. Non ce l'ha fatta Silvana Silva, milanese, costretta a ripiegare su Palazzo Asmundo: «Si avvisano le persone o si mette a disposizione più personale. E poi forse i turni d'attesa dovevano essere più corti». Un po' per tutti, insomma. Comunque il nobile palazzo con le finestre aperte sul cattedrale, le collezioni di armi, porcellane, portantine e maioliche, è uno spettacolo: «Bellissimo veramente», dice la signora Silva. Peccato che chiedi dov'è il bagno e un signore in giacca chiara ti dice che non ce n'è. Sorprendente, anche per una struttura privata. Di lì è facile una capatina al museo Diocesano. Pulito, ben illuminato, col percorso ben organizzato e un ascensore in piena efficienza. La gente affolla i saloni e scopre, qualcuno per la prima volta, oggetti e opere a sfondo sacro di grande bellezza e suggestione. Insomma, l'arte piace ai palermitani. E lo dimostra il successo di questa serata, organizzata dalla Provincia e dall'Aapit, in collaborazione con l'associazione «Amici dei musei», e che ha coinvolto in tutto ventotto siti culturali: 11 in città e 17 in provincia, da Ba-gheria a Monreale, dalle Madonie al corleonese. Ma la grande folla è al «Salinas» e all'Abatellis. La galleria di via Alloro è stata letteralmente presa d'assedio. E si respirava una bella aria. Il chiostro era un cinguettare di ragazze, le bellissime sale illuminate hanno accolto un numero di persone decisamente inusuale. Afine seratal'efficientissima addetta alla biglietteria, Tiziana Fontana, è in grado di dire quanti sono stati i visitatori con sconvolgente precisione: 1.294, otto volte di più rispetto a una normale giornata a pagamento. Il museo archeologico Salinas brulica. Lunghe file per fare un giro tra le te-che che ospitano i monili antichi, l'esposizione intitolata «Pulcherrima res». Sono aperte soltanto le sale del piano terra, sbarrate le collezioni al piano superiore. Degustazione di grappe e i due giardini del complesso di piazza Olivella favoriscono un afflusso incessante. «Stare qui è bellissimo - commenta Alessia Di Maria, studentessa universitaria di Lettere - non ho mai fatto un'esperienza del genere. È la prima voltae ne sono veramente contenta». «Bisogna pubblicizzarle meglio queste cose - le fa eco la sua amica, Laura Di Benedetto -. Non ne sapevamo nulla. Abbiamo semplicemente seguito la fiumana di gente e siamo arrivate qui». All'una di notte finisce tutto. E qualcuno si lamenta: «È durato poco».
Sicilia. Grande folla per i musei aperti di notte. Sei ore di festa nel nome dell'arte
Sabato sera, i musei di Palermo sono stati aperti per sei ore, offrendo ingresso libero ai visitatori. La città ha visto una grande affluenza di persone, con migliaia di persone che hanno visitato i musei. Alcuni musei, come il Museo della Specola, hanno avuto problemi di ingresso e di accesso alle collezioni. Alcuni visitatori hanno dovuto aspettare per ore per entrare, mentre altri hanno dovuto attendere in anticamera. Alcuni musei, come il Museo Salinas, hanno avuto un grande successo, con file lunghe per visitare le collezioni. La serata è stata organizzata dalla Provincia e dall'Aapit, in collaborazione con l'associazione Amici dei musei. Il successo della serata è stato di 1.
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