Sicché Colasio teme che «quest'azione possa preludere ad un possibile inserimento del Castello nella lista dei Beni suscettibili di dismissione inseriti nella seconda lista della Patrimonio spa». E' dal 3 dicembre 2002 che l'esponente della Margherita sta seguendo passo passo la vicenda del Castello carrarese, che necessita d'interventi urgenti. Già in quella sede Colasio annotava che «il forte degrado a cui è abbandonato il castello può portare ad una grave perdita di elementi che segnano la storia della città». In particolare «il tetto del Castello presenta gravi ed evidenti segni di instabilità strutturale»; «è a rischio di crollo la chiesa dell'Ottocento»; «la sovrintendenza ha iniziato una meritoria attività di restauro, in due sale, di un ciclo di affreschi trecenteschi». Nella sua risposta il sottosegretario Mario Pescante ricordava che «già dal 1992, preso atto dell'intenzione dichiarata dal ministero di Grazia e Giustizia di voler dismettere il complesso, ha inoltrato al ministero delle Finanze una formale richiesta di consegna del bene». Pescante aggiungeva che, per la dirczione generale del ministero, «la definizione dello stato giuridico del bene e della sua destinazione agevolerebbero le modalità di reperimento delle risorse finanziarie necessario per la salvaguardia del Castello». Colasio (che è il primo firmatario di una proposta di legge bipartisan sottoscritta dal leghista Rodeghiero, dai forzisti Zorzatq, Ghedini, Milanato, da Bimbi, Stradiot-to, Carra e Fistarol della Margherita, dal diessino Ruzzante, dagli aennisti Ascierto e Saia, dalla comunista italiana Belillo per l'istituzione del Museo Carrarese è tornato alla carica il 25 marzo con un'interrogazione a risposta immediata in commissione. L'onorevole Colasio chiedeva al ministro Urbani se «allo scopo di salvaguardare la struttura, non ritenesse opportuno, in via provvisoria, assumere la gestione del bene in vista del conferimento dello stesso al Comune di Padova o a una fondazione mista che tuteli e valorizzi il Castello carrarese, evitando il conferimento alla Patrimonio dello Stato spa e, di converso, il rischio della sua alienazione». In quell'occasione il sottosegretario Pescante poteva comunicare che la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ha messo a disposizione un miliardo di vecchie lire per la messa in sicurezza del bene, n 2 aprile era l'onorevole Marco Stradiotto (Margherita) a domandare «in quali tempi e con quali precisi atti amministrativi il Demanio intenda effettuare il passaggio del bene dal ministero dell'Economia e delle Finanze al ministero dei Beni culturali». L'indomani il ministero dell'Economia e delle Finanze faceva sapere che «l'Agenzia del demanio ha già disposto, il 18 marzo 2003, la consegna temporanea del castello al ministero dei Beni culturali per il tempo necessario all'esecuzione degli interventi di messa in sicurezza». Poi l'improvviso stop, che fa temere a Colasio «un cambiamento di politiche rispetto alle garanzie a suo tempo fornitemi».
26052003, E Castelli non svincola il Castello
Il Castello Carrarese è un bene culturale in pericolo di degrado e abbandono. Il ministro dell'Economia e delle Finanze ha iniziato un'attività di restauro, ma il ministro dei Beni culturali ha richiesto la consegna del bene al Demanio. Il sottosegretario Pescante ha comunicato che la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ha messo a disposizione un miliardo di vecchie lire per la messa in sicurezza del bene. L'Agenzia del demanio ha disposto la consegna temporanea del castello al ministero dei Beni culturali per il tempo necessario all'esecuzione degli interventi di messa in sicurezza.
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