E sull'Ara Pacis insiste: «La porteremo in periferia» Alemanno torna all'attacco dell'Ara Pacis. E lo fa coinvolgendo in una "visita guidata" al monumento un nemico giurato della teca progettata da Richard Meier: Vittorio Sgarbi. Il candidato sindaco della Cdl ne approfitta per ribadire la sua opinione: «Penso che sia necessario rimuovere tutti gli sfregi portati alla città: l'Ara Pacis dovrà essere smontata e portata in periferia - sottolinea Alemanno -. Per confrontarsi con Roma ci vuole rispetto per la città». L'ex ministro, insieme al consigliere comunale di An Marco Marsilio e al capogruppo al I Municipio Federico Mollicone, visita l'esposizione esterna di otto progetti alternativi a quello di Meier, realizzati da architetti di fama internazionale come Liam O'Connor, Leon Krier, Colin Rowe, Maurice Culot e Michael Lykoudis. «Eppure quest'opera nasce senza alcun concorso di idee - dice Alemanno - con Rutelli che, come un signore rinascimentale, ha chiamato Meier affidandoli l'incarico. Lo stesso Rutelli che quando l'ha vista ha detto: "Non immaginavo fosse così grande"». Sgarbi, come prevedibile, non usa mezzi termini. L'ex sottosegretario ai Beni culturali paragona l'opera di Meier a un bagno pubblico, attacca duramente Walter Veltroni e l'assessore capitolino all'Urbanistica Roberto Morassut e chiede l'abbattimento della teca «perché stupra la chiesa di San Rocco e impedisce la visione del Tevere». In particolare la definisce «un orrore, uno stupro, una brutta architettura contemporanea, un insulto alla cultura, un manufatto orribile ed un progetto tutto sbagliato: non per niente tutta l'intellighenzia architettonica europea l'ha bocciata». Dal Campidoglio le reazioni non si fanno attendere. «Vittorio Sgarbi non lo conosco - risponde Morassut - Per quanto mi riguarda sono una persona perbene e moderata quindi non voglio rispondere ad un maleducato». Veltroni prima allarga le braccia - «non ho parole», dice - poi elenca i dati sul "gradimento" dell'opera: «Dal 21 aprile ad oggi l'Ara Pacis è stata già visitata da 53 mila persone - sottolinea il sindaco - Una cifra straordinaria raggiunta in meno di un mese, rispetto ai pochi visitatori di prima». Dal mondo della cultura la prima risposta a Sgarbi arriva da Maurizio Calvesi, accademico dei Lincei e professore emerito dell'università La Sapienza: «Il suo qualunquistico giudizio sulla sistemazione dell'Ara Pacis è a livello di quelli, sciocchi e ingiuriosi, che furono rivolti a suo tempo a opere di artisti poi riconosciuti come grandi- osserva Calvesi - o allo splendido restauro della facciata di San Petronio a Bologna, o al restauro degli affreschi della Sistina, o ancora a quello della facciata di San Pietro». Fa.Ro.