Una delle testimonianze più significative della storia marinara ostunese rischia di essere travolta dall'incuria e dall'oblìo I consiglieri Galizia e Matarrese (An) sollecitano un'azione di recupero OSTUNI È in uno stato di degrado e abbandono il maestoso castello che, con la sua imponente mole, svetta all'interno del porticciolo di Villanova a testimonianza dell'azione che la Regina «Bona Sforza», nel lontano 1537, volle edificare (insieme alle torri costiere di Torre Guaceto, Pozzella, Santa Sabina e Santa Leonardo-attuale Pilone) per difendere il territorio di Ostuni dalle razzie e dagli assalti dei Turchi che in quel periodo saccheggiarono Otranto. La denuncia viene dai consiglieri comunali di opposizione Antonio Galizia e Angela Matarrese (entrambi di An), che hanno inviato un'interogazione al sindaco Domenico Tanzarella (Sdi) per conoscere se «non ritengano di intervenire con urgenza per far ripulire e bonificare le aree intorno e far collocare le porte d'ingresso», oltre che chiedere alla Soprintendenza e alla Capitaneria di Porto di Brindisi di «porre in essere tutte le opportune iniziative per la ristrutturazione del Castello di Villanova». Antonio Galizia ed Angela Matarrese suggeriscono, tra l'altro, di «chiedere l'acquisizione al patrimonio del Comune del castello, in modo che lo stesso possa essere più facilmente e direttamente valorizzato per l'interesse che la città ha e deve avere per quest'importante monumento». Nella nota loro nota - inviata anche al presidente del Consiglio comunale e agli assessori ai Lavori pubblici, al Turismo e all'Ambiente -, si fa presente che sono crollate alcune parti interne: «Sono stati divelti gli infissi delle porte e delle finestre, il portone d'ingresso è sempre aperto e vi è una completa erosione degli intonaci». Uno spettacolo indecoroso con danni ingenti ad una importante testimonianza storico-monumentale ed architettonica del territorio ostunese. «L'attuale situazione - scrivono i due consiglieri - costituisce un potenziale pericolo in quanto anche i bambini, entrando nel castello, magari per curiosità, potrebbero salire fin sul tetto con tutte le possibili conseguenze negative che possono derivare per la loro incolumità». Poi c'è un locale seminterrato (l'antica stalla attigua al castello), che è priva di porta d'ingresso e piena di rifiuti di ogni genere mentre l'intera zona retrostante è in completo stato di degrado. «Rilevato che è necessario un immediato intervento di bonifica e di ristrutturazione; che bisogna anche accelerare i tempi per realizzare finalmente il porto turistico», bisogna ripulire la scogliera di fianco al castello, dov'è sorta una specie di discarica per imbarcazioni dismesse o parti di esse. Risalendo al passato, nel 1100, qui sorgeva Petrolla, agglomerato nato dai resti di insediamento romano-messapico dove attraccavano le navi dirette in Oriente. Dopo distruzioni, assalti, saccheggi e altre vicissitudini storiche, questo luogo ebbe le attenzioni di Carlo I d'Angiò che, nel 1277, ricostruì il borgo marinaro dandogli il nome di «Villanueve». Assai fiorente nella prima metà del 1300, la Curia aveva i cosiddetti «diritti di marineria» per il commercio di sale, legname, ferro, pece e altro. In questa baia, fiorirono i commerci degli ostunesi con i veneziani (specie di olio) e da qui arrivarono tutti gli influssi di costumi, cultura e arte che hanno lasciato un segno nel popolo di «Astu Neon», la città nuova che si scorgeva dal mare e che tutt'ora si erge su tre colli. Il commercio via mare era molto fiorente sino a quando Villanova, in seguito alle «leggi prammatiche» del 1630 e 1651, non fu chiusa ai traffici. Oggi il porticciolo è molto frequentato da diportisti che usufruiscono delle strutture presenti nella baia per l'ormeggio dei natanti. Un bacino che ha assunto questa fisionomia con i lavori iniziati nel 1966 e terminati due anni dopo, con la costruzione della lunga diga foranea a tramontana e di una più piccola a levante (realizzata tra il 1971 e il 1974). Ora si attende che decolli il progetto di ampliamento di tutto il porticciolo turistico.
OSTUNI - Castello di Villanova in degrado
I consiglieri comunali Antonio Galizia e Angela Matarrese di Ostuni hanno denunciato lo stato di degrado e abbandono del Castello di Villanova, costruito nel 1537 per difendere il territorio dalle razzie e dagli assalti dei Turchi. La struttura è stata danneggiata con la caduta di infissi, porte e finestre, e presenta una completa erosione degli intonaci. I due consiglieri hanno chiesto all'amministrazione comunale di intervenire con urgenza per far ripulire e bonificare le aree intorno al castello e di chiedere alla Soprintendenza e alla Capitaneria di Porto di Brindisi di porre in essere iniziative per la ristrutturazione del castello.
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