CIVATE - Risalgono con tutta probabilità all'ottavo secolo dopo Cristo le tombe scoperte durante i lavori per il nuovo parcheggio sotto piazza della Chiesa. I reperti rinvenuti poco dopo l'inizio degli scavi per la realizzazione della struttura, il cui ritrovamento ha costretto l'amministrazione a sospendere i lavori e a lasciare il campo agli archeologi della soprintendenza ai beni culturali, sarebbero risalenti al settecento. Questa l'ipotesi formulata dai tecnici della soprintendenza che da quasi due mesi stanno scavando nell'area e che nei giorni scorsi hanno catalogato e prelevato dal luogo degli scavi il contenuto di una cinquantina di tombe. Resti di scheletri, di pietre tombali e di altri materiali che sono considerati di grande valore archeologico e culturale, tanto che sotto piazza della Chiesa si continua a lavorare con la massima cautela nella speranza di trovare altri reperti. Le buone condizioni di conservazione nelle quali sono state ritrovate le tombe e il loro contenuto fanno infatti immaginare che nella zona si possano trovare altri resti. Un'eventualità che, se da un lato aumenterebbe ulteriormente il valore del ritrovamento, dall'altro rischierebbe di mettere seriamente in difficoltà l'amministrazione comunale. Considerato che il primo stop ai lavori sotto la piazza, imposto dalla soprintendenza negli ultimi giorni di marzo, costerà alle casse comunali circa 25 mila euro - che dovrebbero essere almeno parzialmente rimborsati dal Ministero ai beni culturali -, è facile immaginare che un ulteriore rinvio dei lavori, la cui ripresa era prevista per fine maggio, si trasformerebbe in un salasso per il municipio. Soprattutto perché, oltre a ritardare un'opera che costituisce un passaggio fondamentale per la riqualificazione del centro storico del paese, un eventuale recupero dei reperti finirebbe per sottrarre alle casse comunali risorse quanto mai preziose in un momento delicato