Un corso di laurea dedicato alla formazione di figure professionali che si occupino di beni culturali: l'iniziativa è del preside di Scienze politiche, Corrado Malandrino, che ha sollecitato, per la sua realizzazione, uno stretto coordinamento con gli enti locali. Il progetto è di un corso triennale articolato su due curricula. Il primo curriculum è dedicato in particolare a dipendenti di amministrazioni pubbliche, organizzazioni no-profit, personale delle Fondazioni. «Ovvero i soggetti - sottolinea Malandrino - maggiormente chiamati a gestire e valorizzare quest'importante patrimonio del territorio. Chiaro che servono adeguate competenze». L'altro curriculum interessa prettamente personale di musei, centri di documentazione, «organizzatori di cultura» anche attraverso la preparazione di eventi. Il corso è la logica prosecuzione di quello in «gestione di beni culturali e territoriali»: «Abbiamo laureato 27 persone in tre anni accademici e ne abbiamo una trentina sulla buona strada - prosegue Malandrino -. Non potremo rinnovarlo per la cosiddetta clausola ministeriale dei "requisiti minimi", così abbiamo pensato a un progetto più esteso, valutando un potenziale di domanda di almeno 60 iscrizioni all'anno». Fra le materie museologia, progettazione di eventi culturali, economia delle fondazioni. In un convegno a Palazzo Borsalino, presenti la soprintendente Carlenrica Spantigati e l'assessore regionale Gianni Oliva, si è registrato interesse per l'iniziativa: ora perché l'operazione vada in porto occorrerà assicurare le risorse necessarie attraverso una convenzione fra le forze del territorio. «Per tre docenti i fondi ci sono - chiude il pragmatico Malandrino -: ma bisogna garantire lo stipendio ad altri sei. Ci sembra un buon investimento». b. v. «Politiche per lo sviluppo rurale delle colline astigiane»: è il tema del dibattito in programma questa sera alle 21, ad Asti, al Centro culturale San Secondo in via Carducci. La serata sarà aperta da una relazione di Bruno Giau, preside della facoltà di Agraria di Torino e direttore del «Centro studi sulla collina» di Asti. Seguirà una tavola rotonda. Il «Centro studi», operativo nella sede universitaria di via Testa da circa un anno, è un laboratorio aperto a tutte le università interessate a compiere ricerche sul territorio collinare. Vi lavorano cinque ricercatori coordinati da Alberto Caudana. Nella sede di Astiss è attiva da due anni anche la laurea specialistica in Viticoltura ed enologia.