Golf, documento di Bottino, Cervellati, Emiliani, Bonora e Fanti. L'assessore: il Consiglio l'ha votato PASSA IN COMUNE ma non fra i "tecnici". Dopo la sofferta approvazione in Consiglio comunale - contrari Prc, Verdi, Cantiere e Forza Italia - la querelle sul progetto di realizzazione di un campo scuola da golf sui Colli si trasferisce dai banchi di Palazzo d'Accursio al mondo dell'urbanistica bolognese. È una nota durissima quella indirizzata alla giunta del sindaco Sergio Cofferati da cinque firme illustri, che da anni contribuiscono a costruire l'immagine e l'assetto della città delle due Torri. Ed oggi accusano l'amministrazione comunale di «interventi sconsiderati » che rischiano di aprire la strada a «speculazioni edilizie» ed alla «privatizzazione del verde». I nomi sono quelli di Felicia Bottino, ex assessore regionale all'Urbanistica della giunta Bersani; Paola Bonora, docente di Geografia della comunicazione; l'ex sindaco Guido Fanti, l'ex direttore della Pinacoteca Andrea Emiliani, e l'urbanista Pierluigi Cervellati, che sotto la giunta comunale di Renato Zangheri ricoprì anche l'incarico di assessore. Il documento contrappone «la salvaguardia della collina bolognese » come «baluardo» delle politiche comunali dalla fine degli anni Sessanta, alle più recenti scelte di impiego del territorio, che «minacciano l'integrità della collina» con «sconsiderati interventi». Dalla decisione di smantellare le ex officine Rizzoli, «opera di archeologia industriale», alla scelta di costruire il campo scuola da golf in via Siepelunga. Lungi dall'essere di scarsa importanza, per i cinque intellettuali questi interventi «sono la premessa per sconvolgere il verde collinare - parte integrante della qualità della vita bolognese -, per far breccia all'ulteriore speculazione edilizia». Gli effetti negativi di questo tipo di politica si leggono nel nostro centro storico, «trasformato in "store", con la gente che preferisce andare ad abitare altrove: vogliamo questo anche per i colli?». «A fatica negli anni Sessanta e Settanta - spiega Cervellati - noi "vecchi" cercammo di far passare questo concetto: la collina andava considerata un bene collettivo, e quindi salvaguardata». Certo, senza malizia, è facilmente comprensibile che «costruire un ristorante o delle villette è un modo per far aumentare il valore di quell'area ». Ma il risultato finale è quello di «"privatizzare" quel bene che doveva essere di tutti. Così si stravolge tutto». La delibera per la realizzazione del progetto che interessa via Siepelunga è stata approvata lunedì scorso in Consiglio comunale. Quattromila i metri quadrati di collina interessati dall'intervento. Il progetto prevede la realizzazione di un campo scuola da golf da una buca, con annesso ristorante (570mq) e parcheggio. A dirsi per primi contrari al "green" - il cui progetto, va detto, è stato ereditato dalla giunta Guazzaloca - erano stati Verdi e Cantiere, che avevano giustificato la loro contrarietà parlando anche di «speculazione». Lunedì, però, l'atto finale della discussione di giunta aveva visto il progetto passare, con i voti decisivi di Ds e Margherita. E dopo l'attacco del mondo dell'urbanistica bolognese, assicura l'assessore comunale all'Urbanistica Virginio Merola, non cambierà nulla. Pur non volendo commentare a lungo le ultime notizie apprese dai giornali, la reazione è chiara: «Il piano è stato approvato da un Consiglio comunale». Ergo, la linea di Palazzo d'Accursio resta - anche oggi - quella del via alla realizzazione del campo