GUIDO FANTI Parla l'ex sindaco: «È un problema serio, che va ben oltre la discussione vuota sulla natura di destra o di sinistra del gioco del golf» «La collina è il polmone verde di Bologna. È stato tutelato per 40 anni, quel progetto apre la strada alla cementificazione ». Parola di Guido Fanti, ex sindaco di Bologna e firmatario - insieme a Pierluigi Cervellati, Felicia Bottino, Paola Bonora e Andrea Emiliani - di un documento in cui si critica pesantemente il progetto del campo da golf in collina approvato in consiglio comunale, nonostante i voti contrari dell'Altra Sinistra e di Forza Italia. Fanti illustra la sua posizione sul tema, poi discute del futuro del partito democratico. Fanti, lei e isuoi colleghi avete dato un giudizio molto duro sul progetto del golf. Come mai? Perché riteniamo che aggredire la collina sia un errore. Durante il mio mandato di sindaco abbiamo tutelato quello che è, a tutti gli effetti, il polmone verde della città, difendendolo da tutti i tentativi di speculazione. Invece, adesso che succede? Con questo progetto si va a colpire, per la prima volta in 40 anni, il piano collinare, mettendone a rischio l'integrità urbanistica e ambientale. È un problema serio, che va ben oltre la discussione - che giudico piuttosto ridicola - sulla natura di destra o di sinistra del golf. Mi ha molto colpito il fatto che si sia parlato di questo più che della salvaguardia del piano collinare. Il progetto del golf è solo una delle discussioni sollevate negli ultimi tempi all'interno della maggioranza di palazzo D'Accursio. Lei aveva già sottolineato recentemente il rischio didare una brutta immagine all'Italia... Sì, io credo che l'appello all'unità venuto dagli elettori alle ultime politiche debba essere tradotto in un'incitazione a tutte le forze politiche sulla necessità di "tirare la carretta" tutti insieme. Può spiegarsi meglio? Credo che le nostre istituzioni - dalla Regione alla Provincia, a tutti i Comuni - debbano condividere una profonda riflessione per rivedere e riallineare i programmi di governo che esercitano, con quanto si appresta a fare l'esecutivo nazionale. È una condizione essenziale perché l'esecutivo appena varato possa trovare nell'intero sistema istituzionale del Paese quell'appoggio nel territorio che è la maggiore garanzia per risollevare il Paese dalla crisi in cui è precipitato negli ultimi anni. Tutto il resto viene dopo... Qui a Bologna si è appena concluso un vertice per ricompattare la maggioranza... Le verifiche sono utili, ma non devono risolversi in una riflessione interna e autoreferenziale. Sintonizzarsi con l'azione di governo vuol dire rimettere in discussione l'insieme dei programmi fin qui svolti, farsi carico degli obiettivi di politica economica, sociale, istituzionale e finanziaria che il governo si prepara a emanare. Non in posizione subalterna, ma compartecipi al grande sforzo per rimettere in piedi il Paese. Questa è la priorità che penso debba valere per tutti i partiti dell'Unione, così come per i movimenti che tanto hanno dato nelle recenti tornate elettorali. E il partito democratico?La Margheritae i Ds qui stanno accelerando... Rovescerei l'approccio: prima pensiamo a sostenere Prodi, ad affrontare i problemi concreti, alle alchimie organizzative penseremo più avanti. Tra l'altro, il partito democratico - così come s'intende ora - riunisce solo due partiti, mentre credo più utile qualcosa che comprendesse tutto l'arco delle forze dell'Unione. Domani Caronna ufficializzerà le sue dimissioni da segretario della Quercia bolognese. Si chiudono sette anni di trasformazioni per il partito. Che ne pensa? Penso che si debba affrontare il problema all'interno del partito, senza prefigurare pubblicamente assetti e organigrammi che precludono ogni discussione democratica, che invece deve avere il suo sbocco conclusivo nell'assemblea congressuale di giugno.