IL GIOCO AL MASSACRO. La «cassetta postale», il «loculo cimiteriale», la «pompa di benzina». Ormai trovare un nome per insultare la teca progettata dell'Ara Pacis progettata da Richard Meier è diventato il gioco di società della destra romana, che ieri mattina per l'ultimo sabato di campagna elettorale si è data appuntamento davanti all'oggetto di questa ossessione collettiva. Il «cesso», suggerisce di chiamarloVittorio Sgarbi, che arriva in gran ritardo, ma in tempo per la foto elettorale: lui fresco come una rosa, il candidato Alemanno con la camicia stazzonata per la lunga attesa al sole (sotto si intravede la catena a cui - lo ha confessato la sera prima a Daria Bignardi - porta appesa la croce celtica). «Non c'è solo l'Ara Pacis, c'è molto altro da criticare», si avvicina ai due uno zelante sostenitore. Eppure non si direbbe visto l'accanimento del candidato sindaco e di Sgarbi, suo personalissimo assessore alla Cultura, che hanno trasformato ormai l'invettiva all'ombra dell'Ara in un genere a sè, un fumettone a puntate. L'ultima, con una piccola incursione sulla nuova piazza San Cosimato «peggio della teca di Meyer», recita: «Il giudice deve aprire un'inchiesta, il caso Moggi non è nulla a confronto di quello Veltroni-Morassut. La riqualificazione di piazza San Cosimato è uno stupro. Veltroni deve dimettersi. Anzi deve essere processato per violenza al patrimonio artistico italiano». E ancora, tornando alla teca, lo "sgarbo quotidiano" si allarga a «due ministri dei Beni Culturali, Rutelli e Veltroni, che hanno voluto questo orrore», insieme ai soprintendenti «schiera di traditori della civiltà», e a Urbani, «che è unminerale e non si è accorto di nulla». Ah perché quando si tratta del «cesso» Sgarbi non fa sconti a nessuno. Tranne ai «fascisti », di cui loda l'intervento architettonico su piazza Augusto Imperatore. Meglio i fascisti degli americani comeMeyer: «Odiano gli americani, li vogliono mandare via dall'Iraq, ma chiamano un americano a rovinare Roma». Alla destra, accorsa numerosa, in abito da cocktail mattutino il gioco piace.Etutto sommato anche l'idea di entrare gratis a visitare il «mostro ». «L'Ara Pacis come Punta Perotti », scandisce Sgarbi: «Va abbattuta ». «No, Vittorio - lo corregge l'aspirante sindaco - la smontiamo e la riportiamo in periferia, dove potrà ospitare magari una piscina». Poi la "lezione di stile" si sposta all'interno, un po' faticosamente perché a parte i turisti ideologici entrati gratis al seguito di Alemanno dentro ci sono anche gli altri visitatori. E tanti: 53 mila dal giorno dell'inaugurazione, il 21 aprile, ad oggi. «Abbiamo comprato quaranta biglietti, quindi non riusciremo ad entrate tutti», spiega il candidato della Cdl. E invece con uno sconto che se non si trattasse di Alemanno saprebbe un po' di spesa proletaria, entrano proprio tutti, parecchi in più dei quaranta previsti e pagati. «Guardante l'invadenza pur nel grande spazio», dice Sgarbi riferendosi non alla comitiva ma ai cassettoni a lacunari che sovrastano l'ara. «Non l'hanno nemmeno restaurata », tuona, toccando con mano i punti più rovinati, il professore. Che poi «professore non è», fa osservare lo storico dell'arte Maurizio Calvesi, «se non di piazzate televisive, essendo stato regolarmente respinto ai concorsi universitari cui ha partecipato». Altrimenti - spiegano gli addetti ai lavori - saprebbe che restaurare l'ara prima di completarne la copertura sarebbe stato insensato. E che i reperti esposti non si toccano con le mani. «Fermi », è costretta a bloccarli una custode. Le repliche? Minimaliste, per non cadere nel gioco. «Non ho parole», risponde Veltroni a caldo. «Non voglio rispondere da maleducato», si sottrae Morassut, che si limita a osservare, che almeno «Alemanno dovrebbe scusarsi». Qualche ora più tardi, in Campidoglio - come previsto - la presentazione del concorso internazionale di progettazione per la riqualificazione di Piazza Augusto Imperatore e del Mausoleo di Augusto. Mussolini aveva pensato di farne il suo sepolcro. Forse per questo la vicinaAra Pacis ossessiona tanto Alemanno?
Sgarbi-Alemanno: insulti contro la teca di Meier
Il candidato sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e il sostenitore Vittorio Sgarbi, hanno lanciato un attacco contro l'Ara Pacis progettata da Richard Meier, definendola un "cesso" e chiedendo la sua demolizione. Sgarbi ha anche criticato il ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani, e i soprintendenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, accusandoli di essere "traditori della civiltà". Alemanno ha presentato il concorso internazionale di progettazione per la riqualificazione di Piazza Augusto Imperatore e del Mausoleo di Augusto, che potrebbe essere il suo sepolcro. L'Ara Pacis è stata visitata da 53.
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