BOLOGNA si prepara a celebrare il poeta Giosuè Carducci. Meglio, vuole rendergli giustizia, come preferiscono dire gli italianisti Pasquini e Anselmi, e come sintetizza l'assessore alla cultura Angelo Guglielmi. Per riparare agli equivoci del Risorgimento italiano e per liberare lo stesso Carducci dall'immagine del poeta vecchio ed enfatico, strumentalizzato nel Ventennio. Le ricorrenze che porteranno a più di un anno di celebrazioni, dalla fine di quest'anno a tutto il 2007, sono due: il cen-tenario del conferimento del premio Nobel per la Letteratura e il centenario della morte. Il Comune e l'Università, come hanno ricordato ieri il sindaco e il rettore, hanno messo a punto un programma di eventi comune puntando anche ad ottenere dal Ministero per i Beni culturalil'istituzione di un apposito comitato nazionale che coordini le iniziative. La richiesta è già stata inviata, ora si attende una risposta dal neo ministro Rutelli. Il Comitato sarà presieduto dal rettore Pier Ugo Calzolari, mentre il direttore dell'Archiginnasio Pierangelo Bellettini sarà il tesoriere. Il programma, ancora da mettere a punto nei dettagli. Prevede l'apertura delle celebrazioni con una giornata di studi dedicata alla cerimonia del premio Nobel a cura della professoressa Raffaella Simili. E' annunciata una mostra, «Carducci e i miti della bellezza», su un progetto di Marco Bazzocchi e Simonetta Santucci, che sarà allestita nella sala dello Stabat Mater della Biblioteca dell'Archiginnasio. «Documenteremo il ruolo di Carducci nella cultura bolognese italiana ed europea fra Ottocento e primo decennio del Novecento», spiega lo studioso Marco Bazzocchi. «Il tentativo è quello di offrire, senza intenti celebrativi, un'immagine dello scrittore che ne sottolinei la vivacità e la forza di impatto pubblico e sociale, inseguendo i modi per cui per anni è stato un personaggio al centro dell'attenzione e dell'immaginario». I materiali esposti saranno perlopiù tratti dall'archivio e dalla biblioteca di Casa Carducci, l'istituto del Comune punto di riferimento per gli studi carducciani. La mostra farà luce anche sul rapporto tra Carducci e la natura, tra il poeta impegnato politicamente e la città, ma sarà proposto anche uno sguardo sulla dimensione privata, sulla famiglia e le donne che lo hanno ispirato, «le signore, amiche mie». Poi il convegno internazionale, curato dai professori del dipartimento di italianistica Emilio Pasquini, Niva Lorenzini e Gian Mario Anselmi, con esperti come Ezio Raimondi ed Edoardo Sanguineti. «Penso a un convegno riparatore», dice Gugliemi. «E' stato un errore aver proiettato su Carducci il gusto novecen-tesco» aggiunge Pasquini. Carducci sarà ricordato nel quadro della Cultura italia-na e della passione civile nella seconda metà dell'Ottocento. Nell'estate del 2007, sono previste letture di poesia civile e dei testi dialettali di età carducciana, nella piazza attigua a casa Carducci. Il programma coinvolgerà anche La Certosa, dove Carducci è sepolto: in particolare saranno ricostruite alcune delle cerimonie di inaugurazione dei monumento bolognesi avvenute alla presenza di Carducci. Infine, saranno assegnate borse di studio a due giovani ricercatori per un'attività di ricerca sui documenti dell'Archivio carducciano. Per Anselmi, direttore del Dipartimento di Italianistica, Carducci oggi sarebbe un richiestissimo opinion maker: «Ha reinventato l'Università e la città». E' per questo che sia Cofferati che Calzolari insistono sull'importanza di queste celebrazioni. «Indispensabili», dice il sindaco. Per ricordare, oltre le memorie di scuola, quel «conservatore eversivo», come lui stesso si definiva, poeta ma soprattutto cerimoniere della letteratura.