MILANO. Il nuovo Governo appena insediato gela Impregilo. Che oltre all'addio al Ponte sullo Stretto (il gruppo è tra i costruttori) rischia pure di veder evaporare il risarcimento. Per questo ieri Piazza Affari ha affondato il titolo che ha perso il 4,49. Uno stop al ponte tra Reggio Calabria e Messina, come ventilato dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, per Impregilo vorrebbe dire dover cancellare gli 1,7 miliardi di euro iscritti a bilancio come backlog (portafoglio di lavori): la società avrebbe però diritto a un rimborso dello Stato. Ma sulla possibilità che venga erogato e sulla sua entità c'è ancora qualche incertezza, sia perché il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha fatto capire che di risarcimenti non se ne parla, sia perché il rimborso (si veda articolo a lato) coprirebbe solo una parte del valore dell'ordine. Ieri lo stesso Alberto Lina ha ricordato che «il contratto c'è, non può essere ignorato, noi siamo tranquilli». Ma non sono stati solo Pecoraro Scanio e Bianchi ad affossare ieri la società di grandi opere perché tutto il settore delle costruzioni è stato preso di mira dalle vendite. Una reazione al possibile no al Ponte era immaginabile, ma quelle del neonato governo sono giudicate dai trader poco credibili. Fossero state dichiarazioni del Consiglio dei ministri allora avrebbero avuto un maggiore peso. Sta di fatto che tutti sono caduti: Astaldi, che ha molte commesse legate all'Alta Velocità ferroviaria, ha perso il 4, Vianini Lavori del Gruppo Caltagirone il 2,9. E il nervosismo si è trasmesso anche ai fornitori: in calo anche Italcementi e Buzzi Unicem. La verità è che hanno giocato due fattori: da una parte un'eccessiva reazione emotiva sulle future intenzioni del Governo. Che potrebbero estendersi, ha evidentemente scontato la Borsa, a tutto il settore delle Grandi Opere. Non si spiegherebbe, infatti, la caduta di Trevi (-5,5) che non è coinvolta nel Ponte, né sui nuovi progetti Tav. Dall'altra, invece, c'è il motivo, probabilmente più fondato, del profit taking: tutti i titoli delle costruzioni vengono da forti rialzi. Astaldi, per esempio, è ai massimi da tre anni: cosa che non è sfuggita agli investitori visto che il titolo sta già ritracciando da alcuni giorni. Lo stesso vale ancora di più per Impregilo che negli ultimi dodici mesi ha guadagnato il 34. Mentre Trevi viene da uno stellare 259. «Il mercato è il commento di un analista ha approffittato della bufera politica per prendere profitto».