Concluso il restauro decennale del simbolo della Serenissima Per la festa Cacciali chiama il regista dei Giochi di Torino RINTOCCHI Inaugurazione con 132 rintocchi: non si faceva dal 1915. Usciranno anche i magi L'orologio che indica le ore, le fasi lunari e quelle dello zodiaco al centro della torre che l'architetto Mauro Codussi costruì nel 1499 per chiudere piazza San Marco a Venezia, permetteva ai marinai di conoscere i movimenti delle maree e i mesi favorevoli alla navigazione. E i mori, che alla sommità battevano le ore, erano il segno di un potere che si estendeva sino al Levante: il doge inviava al sultano pittori come Gentile Bellini e importava spezie, damaschi e schiavi. La Serenissima ricompensò lautamente i fratelli Ranieri che costruirono l'orologio, ma poi fece cavar loro gli occhi perché non potessero mai più ripetere una tal meraviglia. La mezzanotte di sabato 27 maggio, con 132 tocchi, tra autorità, acrobati e «fuochi artificiali» ideati dal veneziano Marco Balich autore degli spettacoli di apertura e chiusura delle Olimpiadi di Torino , la torre verrà reinaugurata dopo un restauro a due fasi (dal '97 al '99 quello dell'orologio per conto della Piaget e dal 2004 ad oggi la torre per conto del Comune) riportando come in un sogno Venezia al centro del mondo. Ma già sappiamo che questo non è più, e che il giorno dopo non ci saranno né Mozart né Da Ponte a gettar uno sguardo a quell'orologio con la sua giostra dei Magi che al loro tempo si muoveva al ritmo predisposto da Bartolomeo Ferracina, il grande orologiaio del Settecento. Nonostante Pinault, e grazie a lui, Venezia se la vedrà con i turisti. «La torre sarà aperta e i visitatori che potranno salire a piccoli gruppi per vedere la città dall'alto», afferma il direttore dei musei Giandomenico Romanelli. Ad osservarla da dove i mori, da 500 anni la guardano. A Canaletto, invece, piaceva osservarla dal basso, piena di gente, con tende svolazzanti e panni stesi, come in una tela conservata dalla regina Elisabetta a Windsor. Il filosofo Stefano Zecchi, che prima di venire a Milano è nato e vissuto nella casa affianco alla torre, racconta: «È il simbolo della passata internazionalità di Venezia. Anche se qualche frammento del meccanismo originale dell'orologio può esser stato sostituito, credo che sia un dazio da pagare alla funzionalità: è un alto valore simbolico per la città veder riaffacciarsi la giostra dei Magi così come era stata messa a punto nell'Ottocento». Già, come il palco della Scala, anche il meccanismo della Torre dell'orologio che è stato non era l'«originale», ma risaliva al 1858. Tuttavia la sostituzione di alcuni meccanismi ha trovato l'opposizione dell'ultimo temperatore questo il nome che ha da secoli il custode dell'orologioAlberto Peratoner. Il temperatore non ci sarà più. Ma nel complesso il restauro, iniziato con Cacciari I e finito ora con Cacciari II, ha seguito i principi della conservazione cari al sindaco-filosofo, anche se parlare di originale in piazza San Marco fa sorridere, visto che il campanile di San Marco è un falso, poiché stato rifatto «dov'era e com'era» a inizio del Novecento. Il costo del restauro dell'orologio è stato di 500 milioni di vecchie lire; circa un milione e 800 mila euro quello della torre, in parte forse rientrati con gli sponsor anche se c'è chi a Venezia ricorda che l'impalcatura per il restauro stata anche coperta da una foto della torre di Pisa! «Tutte le delicate operazioni di spazzolatura, lucidatura, riparazione e sostituzione - fanno sapere dalla Piaget - sono state eseguite con perfetta maestria e minuzia da abili maestri dell'artigianato italiano, orologiai, meccanici, ebanisti, doratori, scultori». Il restauro è stato curato da Alberto Gorla con la consulenza di Giuseppe Brusa. Quanto al restauro architettonico, i lavori sono iniziati il 30 agosto 2004 e sono stati realizzati dalla Brandolin. Il progetto è stato redatto dagli architetti Giorgio Gianighian, Matteo Pandolfo e Alberto Torsello.
Riparte l'orologio dei dogi. Nuovo museo nella Torre
La torre dell'orologio di San Marco a Venezia è stata inaugurata dopo un restauro decennale. Il restauro è stato curato dalla Piaget e ha costato 500 milioni di vecchie lire. La torre è stata riportata alla sua forma originale, con la giostra dei Magi che si muove al ritmo predisposto da Bartolomeo Ferracina. Il restauro è stato anche curato dal Comune di Venezia e ha costato circa 1,8 milioni di euro. La torre sarà aperta ai visitatori e potranno salire a piccoli gruppi per vedere la città dall'alto. Il filosofo Stefano Zecchi ha espresso la sua approvazione per il restauro, che è considerato un simbolo della passata internazionalità di Venezia.
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