RAID NELLA CAPPELLA REALIZZATA DA FERDINANDO FUGA Rampe Brancaccio, i ladri entrano indisturbati nel tempio di Ferdinando Fuga: rubate statue, reliquie e tele del 700 Manca il sistema d'allarme ma le telecamere del Warner potrebbero aver filmato gli autori dell'irruzione È la prima realizzazione dell'architetto dei Papi: fu progettata 27 anni Ladri hanno violato l'altra notte la cappella Fuga nel cortile di palazzo Cellamare a via Chiaia. Hanno divelto marmi, danneggiato porte, sottratto acquasantiere ed una statua. Si sono arrampicati su mobili antichi per smontare tele del 700. Hanno fatto scempio della prima opera che il genio di Ferdinando Fuga, l'architetto dei Papi, ha regalato a Napoli. La prima piccola opera di una serie di grandi opere che cambiarono la faccia e l'organizzazione dì un'intera metropoli capitale: il Real Albergo dei Poveri, il cimitero delle 366 fosse, i granai. Al di là della prima, insignificante, valutazione venale fatta per gli inquirenti dalla proprietà privata della cappella (200.000 euro), la ferita al patrimonio di memoria di una città che deve a Fuga anche parte del suo Dna sociale, fatto di assistenza al debole, dalla culla alla tomba, è gravissimo. La cappella, di proprietà di Carlo Pisani, che denuncia il furto, non aveva un suo sistema di allarme. Agli uomini della Scientifica, diretti da Fabiola Mancone, si è presentata impolverata e, apparentemente, poco frequentata. Oltre che devastata. I giornalisti non sono stati ammessi oltre i cancelli di palazzo Cellamare ieri mattina. Si sa, però, che la scena apparsa alla polizia, intervenuta anche con gli agenti del commissariato San Ferdinando, diretto da Luigi Petrillo, era desolante. I ladri non avrebbero risparmiato neppure la cornice di marmo della porta. Hanno portato via, evidentemente non a piedi, anche due vetrine colme di reliquie. Chiedersi il valore delle singole tele ha relativamente poco senso. È lo sfregio ad un luogo prezioso per la città il vero danno. Qualche traccia i ladri l'hanno lasciata. Due impronte digitali, non marcatissime. E qualche immagine ripresa dal circuito di sicurezza del vicino cinema Warner Village, l'ex Metropolitan. Il gruppo di incursori, evidentemente ben organizzato, è entrato infatti dall'ingresso posteriore di palazzo Cellamare, che si trova sulle rampe Brancaccio di fianco all'accesso secondario al multisala, che affaccia su via Chiaia con l'ingresso principale. La sicurezza del cinema gode di una videosorveglianza attiva 24 ore su 24. La telecamera puntata sull'accesso secondario al palazzo non può non aver ripreso anche quel che accadeva al cancello a fianco che, per inciso, non risulta essere stato forzato. La polizia spera che dalle videocassette, sequestrate ieri, possa arrivare qualche indicazione in più. I fatti suggeriscono che, per portare via tanta roba anche pesante, i ladri fossero in molti e con un mezzo di trasporto. La cappella affaccia su uno splendido cortile interno dopo la prima salita d'accesso, dove oggi si parcheggiano le auto. All'interno, oltre ai proprietari della cappella, vivono diverse famiglie. Ed i due ingressi sono sorvegliati da due diversi portieri. Il furto, oltre che gravissimo, è senz'altro sfrontato ed organizzato con cura. Come lo sono in genere i raid su commissione.
Devastata la cappella di Palazzo Cellamare
I ladri hanno sfruttato la mancanza di un sistema d'allarme nella cappella di Ferdinando Fuga, progettata 27 anni fa, per rubare statue, reliquie e tele del 700. La cappella, di proprietà di Carlo Pisani, è stata devastata e i ladri hanno portato via acquasantiere, marmi e due vetrine colme di reliquie. La scena è stata descritta come desolante e i ladri hanno lasciato due impronte digitali e alcune immagini riprese dalla telecamera del cinema Warner Village. La polizia spera di poter arrivare a una maggiore indicazione dalle videocassette sequestrate.
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