Una vita a restaurare quadri: a Roma, New York, Londra. Gli ultimi quindici anni, casa a Trevignano Romano; ora, che ne ha 76, accudito da una governante del luogo: la fedelissima 'Tosca. E un cruccio, la collezione di dipinti, frutto del suo lavoro e d'acquisti assai oculati: Bartolomeo Bracaglia non voleva che andasse dispersa. Così, anche se questi 29 dipinti (eseguiti dal Tre al Settecento - alcuni attribuiti perfino ad autori assai famosi: Tintoretto, Andrea del Sarto, Van Dyck, Puccio Capanna, che era allievo di Giotto) valgono un paio di milioni di euro, quasi quattro miliardi delle lire di una volta, invece che venderli ha preferito donarli al Comune diventato ormai il suo dacché ci vive. Oggi, Trevignano, ospiterà la cerimonia della donazione; poi, dovrà pensare a trovare un luogo dove esporre questi dipinti, a costruire la pinacoteca che non possiede, da affiancare magari - al piccolo ma delizioso museo etrusco del luogo, ospitato al pianterreno del Comune. E' una storia assolutamente singolare; e, una volta tanto, anche una storia "buona"' bella da raccontare. Bartolomeo frequenta da giovane le botteghe artigiane di Roma, a via del Babuino e vìa Margutta, e impara un mestiere. Subito dopo la guerra, finisce a New York: lo richiede un'assai famosa fondazione, la Samuel Kress, e lui apre bottega alla 57. Strada. Dopo vent'anni, si trasferisce a Londra: studio a Mayfair Ma apre anche una bottega a Roma, al Babuino, dove lavora fino a una quindicina d'anni fa. Poi, meritato riposo a Trevignano, tra i dipinti che ha acquistato in una intera vita dedicata all'arte. E che ora, dopo tante chiacchiere con il sindaco Rolando Luciani e l'assessore alla cultura Giuliano Nencini, dona al Comune. Ivana Dini ha valutato le opere e il loro stato di conservazione; dice: «Alcune, sono proprio stupende. Bartolomeo Bracaglia le ha acquistate un po' dappertutto; ad esempio, un frammento di affresco di Puccio Capanna, tra gli allievi prediletti di Giotto, da Christie's, la famosa casa d'aste». Ci sono anche dipinti degni d'essere ancora maggiormente studiati; una tempera di metà Quattrocento che proviene dal Tirolo; un Ritratto di cardinale, romano, di metà Seicento; un Capriccio Romano attribuito a Viviano Codazzi. Altri, sono di scuole famose: quella del Tiepolo; quella di Guido Reni; una Sacra Famiglia seicentesca, che è grandissima (due metri per due) ed attribuita ai dscepoli di Ribera, è già dietro la scrivania del sindaco. Alcune, infine, recano nomi altisonanti: un Ritratto dì Annibale Carracci; un altro di Tintoretto; un terzo dì Van Dyck, una Madonna con il Bambino, San Giovannino e Sant'Agnese è ascritta a Bonifazio Veronese; due frammenti di predella ad Andrea del Sarto; un San Paolo a Luca Giordano. «A parte quanto gli etruschi ci hanno lasciato, questi dipinti costituiscono sicuramente la ricchezza più preziosa nel nostro Comune, che ha solo 4.500 abitanti», dice l'assessore Nencini; «per esporli, è allo studio un grosso progetto, che comporta anche il trasferimento d'una scuola, e di cui è prematuro parare. Certo che troveremo il modo per non nascondere questo bellissimo regalo che ci è stato fatto, e che ci inorgoglisce anche un pochino». Oggi, gran festa per Bartolomeo Bracaglia, i suoi dipinti, il suo senso civico che permetterà a chiunque di poterli ammirare.
Il tesoro del restauratore va in dono a Trevignano
Bartolomeo Bracaglia, un restauratore di quadri di 76 anni, ha deciso di donare la sua collezione di 29 dipinti al Comune di Trevignano Romano, dove vive. La collezione, che include opere di artisti famosi come Tintoretto, Andrea del Sarto e Van Dyck, è stata valutata e considerata di grande valore. Il Comune ha accettato la donazione e sta lavorando per creare una pinacoteca per esporre i dipinti. La cerimonia di donazione si terrà oggi a Trevignano Romano. Bracaglia ha passato la sua vita a restaurare quadri e ha acquistato la collezione in diverse epoche.
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