Anche questa è fatta! E fatta bene, disse quello che ammazzò la moglie. E probabilmente lo ha detto anche Romano Prodi che ha risparmiato la signora Flavia, ma, scegliendo i ministri per il suo governo, ha ammazzato i Beni culturali e il cosiddetto "modello Roma". Chissà perché le vecchie battute popolari risultano sempre efficaci a rappresentare la realtà? Una realtà che non è piaciuta molto a Walter Veltroni che del famoso modello Roma è stato l'inventore. Il sindaco di Roma sperava di veder premiato il marchio registrato della sua politica attraverso Giovanna Melandri e Goffredo Bettini; sperava veder riconosciuta, a livello nazionale, la perspicuità della sua politica locale-Capitale. E invece niente. Alla Melandri è andato, come alla maggioranza (5 su 6) delle donne del governo Prodi, un ministero senza portafoglio (e dunque senza importanza), a Bettini non è andato niente (per fortuna). Quest'ultimo puntava, a quanto dicono i bene informati, ai Beni culturali, poiché ha capito che non gli davano né quelli, né qualcosa di altrettanto prestigioso, ha finto di sottrarsi alla competizione per un Ministero. Autoassimilatosi a Celestino V ha sdegnosamente opposto un "gran rifiuto". Tranquillo, comunque non rischia per questo nessun girone infernale, a differenza del Papa ignavo ha rifiutato quello che nessuno gli offriva! Morale della favola: se il "modello Roma" di Veltroni è stato bocciato anche da Prodi e compagnia ulivista significa che c'è di meglio. Con che faccia il Sindaco uscente lo ripropone ai romani? E veniamo ai Beni Culturali. È vero che ci siamo risparmiati Bettini e la sua politica culturale che ha nell'Auditorium di Roma un modello da brividi, ma ci è toccato Rutelli. Non voglio esser pessimista ad ogni costo, ma la faccenda è preoccupante. Rutelli rappresenta il "modellino Roma", ovvero è l'antesignano della politica veltroniana. Rutelli è l'aratro che ha romanamente tracciato il solco, Veltroni è stato quello che con la spada (metaforica) lo ha difeso e implementato, portandolo agli attuali vertici di raffinatezza demagogico-Capitalpopolare. Rutelli quando era sindaco di Roma, per quanto riguarda i beni culturali ha posto le basi per i futuri disastri veltroniani. L'Auditorium tartarughe-Ninja di Renzo Piano (una struttura finto-avveniristica ma vero-disfunzionale) l'ha voluta lui. Nello stesso modo fu lui, Rutelli, ad approvare quell'obbrobrio (tipo multipiano esponi Smart) che ha stuprato l'Ara Pacis. Bisogna riconoscere che quando sono stati tolti i ponteggi, la struttura concepita da Meier ha scosso anche la serafica attitudine pacificatrice didattico-pedagogica di Rutelli che si è affrettato a dichiarare che, quando gli avevano fatto vedere il progetto, non aveva capito che fosse così invasivo e prevaricante. Dichiarazione di fronte alla quale, soprattutto ora che è ministro dei Beni culturali, non so se ci si debba rallegrare o spaventare. Il motivo di rallegramento sta nel fatto che se Rutelli avesse capito il progetto per l'Ara Pacis non lo avrebbe approvato; lo spavento, accompagnato da sconcerto, sta nel fatto che non lo abbia capito! piccola raccomandazione, si parva licet, al nuovo ministro dei Beni culturali: quando le sottoporranno qualche progetto riguardante il nostro patrimonio artistico per favore cerchi di capire bene di cosa si tratta, non si vergogni a chiedere delucidazioni, si faccia spiegare bene come funziona, che impatto avrà con il resto del paesaggio o dell'arredo urbano ecc. ecc. Poi, se si tratta dell'invenzione che qualche architetto à la page vuol inserire in un contesto storico artistico di oltre 100 anni, dica di no. Meglio niente che far danni.
ADDIO AL MODELLO SUPERWALTER E Prodi premia il "modellino" di Rutelli
Il testo parla di come il modello di politica di Walter Veltroni, noto come "modello Roma", sia stato bocciato anche dal governo di Romano Prodi. Il testo cita anche il caso di Goffredo Bettini, che non è stato nominato ministro dei Beni culturali, ma che aveva puntato ai Beni culturali. Il testo anche menziona il caso di Rutelli, che rappresenta il "modellino Roma" e che ha posto le basi per i futuri disastri veltroniani. Il testo critica Rutelli per aver approvato progetti culturali di bassa qualità, come l'Auditorium tartarughe-Ninja di Renzo Piano e l'Ara Pacis.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo