Symbola è «un'alleanza tra saperi, imprese, società e territorio per celebrare la vocazione del nostro paese alla qualità». C'è dentro il turismo e l'ambiente, beni culturali e cibi genuini (e vini generosi). Finora Symbola è stata una fondazione, presieduta da Ermete Realacci e tanti nomi importanti intorno: politici, industriali, persone di spettacolo. Ora sarà il copione dell'ala Rutelli della Margherita. Francesco Rutelli è il vicepresidente del consiglio e il titolare del ministero dei beni culturali. E' un incarico minore di quello affidato al pari grado Massimo D'Alema, vicepresidente anch'egli e titolare degli esteri? Se si bada ai vecchi schemi della manualistica governativa, si potrebbe convenirne. I tempi cambiano, però. E tenuto conto che rientrano nell'incarico anche Turismo e Spettacolo, il risultato è importante. Almeno quanto i rapporti internazionali, a guardare alla divisione effettiva dei poteri. Anche Walter Veltroni, dieci anni or sono, aveva gli stessi incarichi: capodelegazione del suo partito, vicepresidente, responsabile dei beni culturali. Allora era Rutelli il sindaco di Roma. Rutelli nel suo incarico ministeriale fa parte di un triangolo interessante ai cui altri lati sono Linda Lanzillotta incaricata degli affari regionali e Paolo Gentiloni (di cui si può leggere un profilo in questa stessa pagina), neo ministro della comunicazione. Entrambi hanno partecipato alle giunte Rutelli, negli anni novanta: ora è una rete. Regioni, Tv e il resto della comunicazione, Turismo, Spettacolo, Benessere, Beni culturali. Ecco perché questo triangolo di forze della Margherita sembra molto più attraente dell'altro con due lati nella Margherita, Bindi e Fioroni e un terzo Oltretevere; ed è decisivo nel nuovo governo. Nel programma di Romano Prodi, quello in pillole, quello che vale, si parla in almeno due occasioni dei compiti da affidare ai Beni culturali: compiti strategici. «Cultura Per troppo tempo abbiamo confuso la cultura con l'intrattenimento: La cultura è invece passione per il sapere e per la memoria. E' fattore di crescita e di coesione sociale. Vogliamo far tornare l'Italia ad essere la nazione capitale della cultura. Finanzieremo la cultura, perché per noi finanziare la cultura è finanziare il futuro». Girando pagina, ecco il testo che riguarda il Turismo: «Diventare leader mondiali nel turismo. Punteremo sulla riqualificazione delle città e dei borghi, sul ripristino delle antiche vie dei pellegrini, sul rilancio del patrimonio culturale e naturale, sul miglioramento e la certificazione dell'offerta di alberghi e ristoranti, con una politica coordinata di investimenti e di promozione internazionale e un adeguamento delle infrastrutture e dei servizi. Il nostro obiettivo è il turismo in Italia tutto l'anno». Esce con precisione l'importanza di Symbola, modello che raccoglie persone, forze economiche, settori di attività e Ong in una società civile da guidare nel territorio, a partire dalle Regioni, con capacità di Comunicare. Insomma, il paese leggero e bello, che solo nel Turismo raccoglie in Italia il 12 degli addetti totali, ma da legare all'industria di eccellenza, allo spettacolo, alla rete dei borghi storici, ai percorsi dei pellegrinaggi (da farsi bevendo cibi genuini e gustando generose porzioni di Formaggio di Fossa) in una rappresentazione dell'Italia, un paese di qualità sopraffina che ha poco a che fare con l'inquinamento, il traffico automobilistico, l'industria rumorosa, le periferie senza verde. Un ministero per i buoni e i beffi, cui gli altri, un po' esclusi, possono - se ne saranno capaci accodarsi.