ISCHIA. DALLA SOPRINTENDENZA SI CHIEDE LA DEMOLIZIONE DEI MANUFATTI ILLEGALI. INCONTRO PER TROVARE ALLOGGI AGLI SFOLLATI ISCHIA. «Una decisa azione per il contrasto dell'ahnsivismo edilizio a Ischia, la cui presenza non solo nuoce al paesaggio ma è anche un incontrollabile fattore di rischio per il territorio ed i suoi abitanti, depauperando il patrimonio culturale e paesaggistico della nazione». E quanto hanno chiesto il soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici di Napoli, Enrico Guglielmo e l'architetto Paolo Mascilli Migliorini, i quali, in una nota, hanno chiesto al prefetto di Napoli «di convocare con la massima urgenza un incontro operativo fra tutti gli enti in indirizzo per concordare le iniziative da adottare». Guglielmo e Mascilli Migliorini hanno inviato una nota ai massimi vertici delle forze dell'ordine della Campania, al comando regione militare meridionale, al prefetto di Napoli, al dipartimento protezione civile di Roma, all'assessore all'Urbanistica della regione Campania, alla provincia di Napoli, al ministero per i Beni ed Attività Culturali, ai sei sindaci dell'isola d'Ischia ed alla procura della Repubblica nella quale hanno sottolineato che «E' inderogabile eseguire in materia sistematica la demolizione di manufatti edilizi illegillimi acclarati e non condonabili». Nel documento Guglielmo ha sottolineato che «i recenti, tragici, avvenimenti della frana del Monte Vezzi a Ischia hanno evidenziato la inderogabile esigenza di coniugare la sicurezza delle zone a rischio con la tutela del paesaggio mediante un'efficace azione di ripristino della legalità in materia edilizia e di contrasto dell'abusivismo edilizio che ha superato ogni limite immaginabile». Il soprintendente ha ricordato che nel gennaio del 2005 fu «sottoscritto un protocollo fra tutti i sindaci dell'isola d'Ischia e la soprintendenza che impegnava alla demolizione delle opere edilizie abusive di cui era stata accertata la non condonabilità. Nonostante i solleciti - scrive Guglielmo - in data 30giugno 2005 e 9 agosto2005 non si riscontra che da parte dei comuni isolani si sia dato un significativo impulso alla attività di contrasto dell'abusivismo edilizio che continua ad imperversare con l'arroganza e la protervia di chi, in assenza di efficaci azioni repressive - quali l'acquisizione al patrimonio comunale e la sistematica demolizione dei manufatti, entrambe previste dalla normativa vigente - si e' formato la convinzione della totale impunità». «In merito alla questione - hanno proseguito Guglielmo e Migliorini della soprintendenza di Napoli - non sarà superfluo informare che - come chiunque è in grado di constatare - quotidianamente partono dal porto di Pozzuoli traghetti stracolmi di camion e autoarticolati che trasportano sull'isola enormi quantità di materiali edilizi che per la maggior parte sono diretti ad alimentare i cantieri abusivi; al riguardo non dovrebbe essere difficile accertarne la destinazione anche attraverso il controllo dei documenti fiscali di accompagnamento ed acquisire gli elementi conoscitivi utili ad individuare gli illeciti». Il soprintendente ha poi sottolineato che «la progressiva occupazione di aree agricole con costruzioni abusive sottrae superfici assorbenti per lo smaltimento delle acque piovane che, prive di regimentazione fognaria, si concentrano nei tratti di maggior pendenza e determinano il concreto rischio di provocare eventi calamitosi anche più gravi di quelli recentemente verificatisi». Intanto l'assessore provinciale alla protezione civile, Francesco Emilio Borrelli, incontrerà questamattina il sindaco di Ischia, Giuseppe Brandi, per discutere della situazione delle sette famiglie residenti che hanno perso la casa a causa della frana e che temporaneamente alloggiano nell'albergo Internazionale, ma che da oggi dovranno lasciare la struttura. «Cercheremo di trovare una soluzione affinché queste famiglie possano trovare al più presto una sistemazione - ha detto Borrelli - o dato la mia disponibilità per quel che attiene alle mie competenze».
Rimedi drastici contro l'abusivismo
Il prefetto di Napoli è stato invitato a convocare un incontro con tutti gli enti interessati per concordare iniziative per contrastare l'abusivismo edilizio a Ischia. Il soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici di Napoli, Enrico Guglielmo, e l'architetto Paolo Mascilli Migliorini hanno inviato una nota ai massimi vertici delle forze dell'ordine e ai sindaci dell'isola d'Ischia, chiedendo la demolizione di manufatti edilizi illegali. Guglielmo ha sottolineato che la frana del Monte Vezzi a Ischia ha evidenziato la necessità di coniugare la sicurezza con la tutela del paesaggio.
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