UNA querelle politica sul «Seppellimento di Santa Lucia». La scelta di far tornare o meno il quadro di Caravaggio da poco restaurato, nella sua collocazione originaria, la chiesa di Santa Lucia a Siracusa, provoca l'insurrezione di un gruppo di intellettuali capitanato da Vincenzo Consolo. Per lo scrittore siciliano è incongruo rimandare in chiesa il dipinto che così rischierebbe di deteriorarsi irrimediabilmente. Consolo attacca frontalmente Cuffaro con un articolo apparso ieri su l'Unità sotto il titolo «Salviamo Caravaggio da Cuffaro». Il presidente rilancia affidandosi a Vittorio Sgarbi. Prima di intervenire al convegno «La fuga del Caravaggio, la Natività», nell'Oratorio Santo Stefano Protomartire, dedicato al celebre furto mafioso dell'opera custodita a Palermo, Sgarbi ha incontrato i giornalisti nel comitato elettorale del governatore. «L'articolo di Vincenzo Consoloha attaccatoè una truffa, un attacco indegno rispetto a un argomento che non conosce, come gli altri firmatari dell'appello. Grazie al suo pezzo infamante Cuffaro vincerà sicuramente le elezioni». E giù accuse di mafiosità sullo scrittore. «La vera mafia è questa finta antimafia. Furto è togliere dal luogo originario un'opera d'arte», ha concluso Sgarbi.