POLEMICHE Dopo l'articolo dello scrittore e l'appello apparso ieri su «l'Unità» L'articolo di Vincenzo Consolo è una truffa, un attacco indegno rispetto a un argomento che non conosce, come gli altri firmatari dell'appello. Grazie al suo pezzo infamante Cuffaro vincerà sicuramente le elezioni». Ci va giù pesante Vittorio Sgarbi, attaccando in una dichiarazione lo scrittore siciliano che ieri ha firmato un articolo su l'Unità dal titolo Salviamo Caravaggio da Cuffaro. Consolo, nel suo articolo, aveva criticato il trasferimento dell'opera di Caravaggio Il seppellimento di Santa Lucia, dal Museo regionale di Palazzo Bellomo alla sua collocazione originaria nella chiesa di Santa Lucia a Siracusa (trasferimento avvenuto ieri sera), sostenendo che l'ambiente della cappella, a causa dell'eccessiva umidità, sarebbe «pericolosamente malsano per la sopravvivenza dell'opera», già fortemente deteriorata e sottoposta a due restauri. In coda all'articolo di Consolo, un appello firmato da numerose personalità (scrittori, storici dell'arte e restauratori), si richiama a un analogo appello in difesa del Seppellimento di Santa Lucia. firmato a suo tempo (1977) da Cesare Brandi, e chiede «a gran voce che il capolavoro non torni a a marcire nel luogo che l'aveva quasi cancellato». Proprio contro l'appello (oltre che contro Vincenzo Consolo, il cui atteggiamento viene definito «mafioso») si appuntano gli strali di Sgarbi. Secondo il quale alcuni firmatari «denigrano il lavoro dei loro colleghi siciliani, come se tutti i lavori di restauro e la definitiva collocazione dell'opera potessero essere eseguiti e decisi solo a Roma». Il riferimento va a Caterina Bon Valsassina, direttrice dell'Istituto centrale per il restauro (Icr) e Giuseppe Basile, storico dell'arte e uno dei massimi esperti del settore che ha guidato, tra l'altro, i restauri giotteschi ad Assisi e alla Cappella degli Scrovegni a Padova. «Noi non denigriamo nessuno - ci dice al telefono Giuseppe Basile -ma rivendichiamo il diritto per opere d'arte di così grande rilievo ad essere trattate come tali. Sia la vecchia sacrestia, sia la chiesa che ospiterà l'opera di Caravaggio - continua -non mi sembrano ambienti idonei. Ho visto io stesso, qualche tempo fa, colare l'acqua dalle pareti e non mi risulta che questi problemi siano stati risolti. Comunque, in presenza di opere di tale valore, sarebbe bene che prima di decidere una commissione di studio, magari internazionale, valutasse la questione e suggerisse come procedere. Così è avvenuto, per esempio - aggiunge Basile -sia ad Assisi che a Padova, nonostante l'Icr non sia secondo a nessuno nel campo del restauro. Insom-ma, non può essere solo l'ente preposto per legge a decidere. Un caso analogo - conclude il professor Basile - è quello della Cappella Palatina a Palermo, dove si lavora da anni al restauro dei mosaici, senza una vera commissione di esperti e consulenti; e questo nonostante la protesta di molti gruppi internazionali».