Inaugurata la nuova sala dei servizi di reference digitale con 15 postazioni RENDERE accessibile la maggiore quantità possibile di informazioni al maggior numero possibile di persone. Chi l'ha detto? Gli internauti sanno che questa è la «missione» dichiarata dai creatori di Google. Ma la formula l'hanno inventata da secoli le biblioteche pubbliche. Il deposito di informazioni in Internet rischierebbe di trasformarsi in una fabbrica di amnesie senza le biblioteche. Perciò Google sta tentando di immettere in rete milioni di volumi conservati in università statunitensi, e i francesi promuovono un progetto analogo per i libri europei. Il sapere delle biblioteche e di Internet sono destinati a convergere. Per chi intendeva capire meglio come, con quali prospettive e, purtroppo, con quali difficoltà, è stato utile il convegno di ieri alla Biblioteca Nazionale di Napoli sul tema «La biblioteca nel circuito dell'informazione». Dopo i discorsi degli addetti ai lavori, nel pomeriggio un brindisi pubblico per inaugurare la sala dei «servizi di reference digitale», con 15 postazioni audiovisive per lavorare ai confini tra cartaceo e virtuale. Approfondimenti al sito www.bnnonline.it. Per Mauro Giancaspro, direttore della Biblioteca, per i suoi collaboratori, per Luciano Sca la, direttore generale per i Beni librarie gli Istituti Culturali che da Roma sovrintende alle biblioteche del Ministero dei Beni Culturali, è stata una giornata di festa. Ma non priva di ombre. All'attivo i nuovi servizi che la Biblioteca ha messo a punto, in sintonia con una rete nazionale, coordinati con importanti iniziative locali: il progetto Iperteca della Provincia, di cui ha parlato l'assessore alla cultura Antonella Basilico; gli Archivi di Teatro Napoli, discussi da Ernesto Cilento; il progetto di digitalizzazione degli archivi musicali di San Pietro a Majella, raccontato dal direttore Vincenzo De Gregorio; l'incremento dei servizi regionali di pubblica lettura di cui ha detto Loredana Conti, dirigente della Regione Campania. E l'intento di Giancaspro di gestire l'innovazione facendo crescere la Biblioteca «anche come luogo di aggregazione umana intorno al libro e alla lettura». Poi, le ombre. Le riassume Luciano Scala: «Ci sono spirito d'iniziativa e competenze, mancano i soldi e il personale. I tagli nel settore praticati dalle ultime finanziarie minacciano catastrofi irreversibili. Il patrimonio culturale italiano, che potrebbe essere risorsa economica, è mortificato. Il peggio è per il Sud, dove delle occlusioni dei circuiti del sapere rischiano di fare le spese le nuove generazioni».Di qui l'iniziativa Grand Retour che in ottobre, dalla Sicilia a Weimar, tenterà perciò di rianimare culturalmente soprattutto l'Italia del centro-sud.