Sul cellulare una guida personalizzata ai più importanti siti. Il rivoluzionario progetto europeo sarà presentato a Genova ed è stato sperimentato a Paestum e Mycene Il navigatore in macchina, la Rete a casa e il telefonino sui siti archeologici. Si completa guardando al passato l'identikit dell'uomo del Terzo Millennio, tutto tecnologia e mezzi d'informazione. Archeologi e ricercatori genovesi, in un consorzio europeo di tre nazioni diverse, hanno messo a punto un sistema che permette tramite i telefonici 3G, terza generazione, di visitare e conoscere le vestigia della storia antica in maniera personalizzata. Arrivati sul luogo della scavo ci si potrà collegare con un server già installato sul posto e cominciare così la visita telefono-guidata: oltre alle informazioni selezionate a misura del visitatore, può essere da solo o in gruppo, studente o meno, il cellulare offrirà sul display mappe e notizie richieste dal turista che avrà scattato e inviato foto su ciò che incuriosisce o interessa; il telefonino, dal canto suo, provvederà anche a segnalare code o blocchi improvvisi davanti ai reperti. "Agamemnon", così si chiama il progetto, verrà presentato a Genova, il prossimo 26 maggio alle 10 al Darficlet, Dipartimento d'Archeologia e filologia classica, (in via Balbi 4), durante un workshop internazionale: "Comunicare Archeologia", strumenti, metodi e obiettivi" che distribuendosi tra l'ateneo e il museo di Archeologia ligure di Pegli, avrà inizio giovedì 25. Nei due giorni, accanto alla collezione di reperti meta di comitive e scolaresche, si dibatterà sul come rendere edotti i visitatori suscitando in loro emozioni e non sbadigli, appagando le curiosità aprendole come una scatola cinese verso altre scoperte. La tendenza degli ultimi anni da parte di curatori e divulgatori è quella di avvicinare il pubblico oltre i livelli culturali: «I1 museo è un luogo di scambio», sottolinea dall'Archeologico, Patrizia Garibaldi che parteciperà al convegno parlando di "Domande curiose e gergo specialistico al museo di Pegli", durante il dibattito dedicato a egittomania, mass media e archeologia. Di certo, sarà "Agamemnon" il progetto battezzato con il nome del condottiero omerico, ad aprire una strada nuova: «Rispetto alla guida turistica tradizionale commenta la docente di Museologia, Antonella Traverso dallo staff di "Agamemnon" il riuscire a visitare i siti per mezzo del telefonino personale è una rivoluzione. Le informazioni saranno individuali e non dispersive come può accadere quando ad esempio si fa parte di un gruppo». Acceso il cellulare, allacciato il server del sito o del museo, il visitatore pagherà un minimo aggravvio sul biglietto (circa un euro o giù di lì) e si troverà davanti l'archeologia formato display: il che non sarà riduttivo ma pratico. "Ti trovi davanti al tempio di Apollo", suggerirà ad esempio Agamemnon indicando epoca, stile e curiosità: ma soprattutto, segnalando quelle notizie adatte a chi possiede quel cellulare: «Prima di cominciare la visita precisa Antonella Traverso il telefonino chiederà dati utili a capire la tipologia del visitatore compreso il livello culturale». L'età, ad esempio, è connotazione importante: in coda, sceso dal pullmann e con il ticket in mano, a scoprire il passato si può presentare un bambino delle elementari o uno studente universitario, un turista distratto o un pensionato affamato di cultura. E sarà la fine per gli audioguida che costano e a tutti parlano con lo stesso linguaggio. "Agamemnon", multilingue e dispensatore di mappe e piantine nel ritaglio del display, verrà anche utilizzato per preservare i siti o nei centri storici. E memorizzerà nel database del museo o del sito, le informazioni reperite per il visitatore: che potrà scaricarle e stamparle tramite un pc. Eterogeneo il consorzio che ha avviato "Agamemnon": 6 partner, Txt Italia, MJC2 Regno Unito, Anco Grecia, Università di Genova, Dipartimento di Informatica e Scienze dell'informazione per la parte tecnologica, il Darficlet dell'ateneo genovese oltre alla fondazione Paestum a Mycene per le parti accademiche e dì sperimentazione. Il tutto è sostenuto dalla Commissione Europea che ha finanziato con quasi due milioni di euro di cui 300 mila all'Università di Genova. Il progetto è stato avviato per la prima volta nel 2004 a Paestum e a Mycene per una sperimentazione che terminerà nel giugno prossimo. In entrambi i siti, scelti tra Italia e Grecia, templi e mura millennarie sono graficamente sfilati nel software, a testimoniare che la conoscenza naviga oltre carta e penna, ma ha comunque bisogno dell'uomo; «L'apporto umano non può mai mancare», riflette Antonella Traverso. Oltre a lei, hanno lavorato per "Agamemnon" decine di studiosi, da Massimo Ancona, docente al Disi a Matteo Villa, coordinatore del progetto: tutti artefici o ideatori di film, messaggi e ricostruzioni con cui "Agamemnon" conduce nel passato. Tra gli antenati del progetto, un software del 1998: anno in cui venne lanciato "Omniarte", numero che a richiesta forniva notizie sulle piazze d'Italia.