Il "modello Roma" non interessa Romano Prodi. Almeno nell'accezione diessina del termine. Il deus ex machina, Goffredo Bettini, è infatti rimasto escluso dalla squadra di governo del professore. Per lui non ci sarà nessun ministero e forse neanche un sottosegretariato. Il guru dei Ds romani e di tutto il centro sinistra capitolino, artefice dei successi elettorali non solo di Veltroni, ma anche dei dielle Gasbarra e Rutelli, è stato fatto fuori proprio dai suoi ex pupilli. È servito a poco l'appoggio incondizionato del sindaco, così come è rimasta inascoltata la proposta lanciata dal segretario regionale dei Ds, Michele Meta, di scorporare alcune deleghe dal ministero destinato a Rutelli: turismo, "made in Italy" e commercio estero. Deleghe che avrebbero fornito la possibilità di creare un dicastero per il neo senatore Bettini, ma che sono state fortemente osteggiate proprio dalla Margherita romana. Che invece ha fatto man bassa di poltrone. Rutelli non solo è riuscito a farsi assegnare il ministero dei Beni Culturali, ma ha anche piazzato i suoi fedelissimi. A Linda Lanzillotta, già assessore al Bilancio in Campidoglio e autrice delle discusse privatizzazioni delle municipalizzate, dovrebbe toccare la Funzione pubblica. A Paolo Gentiloni, portavoce di Rutelli sindaco, il ministero delle Comunicazioni. Insomma, il "modello Roma", se è vero che è fuori dalla squadra prodiana anche Giovanna Melandri, diessina molto vicina a Veltroni, approderebbe a Palazzo Chigi solo nella sua accezione rutelliana. Un affronto ritenuto dai dirigenti locali dei Ds «inaccettabile, visto che proprio nella Capitale, alle Politiche, la Margherita ha franato». E sempre i Ds locali maliziosamente sottolineano come «l'opzione unica di Rutelli sui Beni Culturali, dicastero fondamentale per una visibilità cittadina, sia stata dettata dall'esigenza di recuperare consensi a Roma». Magari proprio ai danni del partito del sindaco che, ora, escluso Bettini dal governo, si sente un po' meno forte per la sfida al Comune.
Bettini resta fuori e la Melandri perde la corsa
Il professore Romano Prodi non ha voluto includere Goffredo Bettini nel governo, escludendolo anche dal ministero dei Beni Culturali. Il guru dei Ds romani e del centro sinistra capitolino, Goffredo Bettini, non ha ottenuto nessun ministero e neanche un sottosegretariato. Il sindaco di Roma, Antonio Enrico Veltroni, e il segretario regionale dei Ds, Michele Meta, hanno osteggiato la proposta di Bettini di avere un dicastero per il turismo, "made in Italy" e commercio estero. Il ministro dei Beni Culturali è stato assegnato a Rutelli, che ha anche piazzato i suoi fedelissimi.
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