ROMA L'allievo non supera il maestro. Per i Ds dovrebbe essere Gianni Borgna e non Goffredo Bettini ad andare al ministero dei Beni Culturali come numero due di Francesco Rutelli. Pronostico ribaltato rispetto alle previsioni, dunque: sembrava che quel posto da sottosegretario dovesse andare a Bettini che, nei primi totogoverno, ai Beni culturali era stato dato anche come ministro. Non andrà così. Il maestro (Borgna) e l'allievo (Bettini) sono amici, hanno lavorato fianco a fianco per anni. Coltivando insieme la passione per il cinema, per la musica, l'amicizia con Pier Paolo Pasolini, con Carmelo Bene. Si sono conosciuti nel 1973 a Roma, quando è cominciata la loro carriera nel Partito comunista. Borgna segretario della sezione Monte Mario del Pci, il «promettente giovane» Bettini come suo assistente piazzato lì dal futuro sindaco Luigi Petroselli. Poi il salto nella Fgci romana, con le loro strade che sono andate avanti in parallelo. Il primo è assessore alla Cultura a Roma da tredici anni sia con Rutelli che con Veltroni, una grande passione per la canzone italiana alla quale ha dedicato un libro di successo. Il secondo anima culturale della Capitale, presidente di quell'auditorium che ha risollevato la vita musicale delle città. L'amicizia resta ma per Bettini la doppia esclusione (prima da ministro poi da sottosegretario) è un colpo. Una delusione che a sera prende forma di comunicato. E di attacco a Rutelli e Fassino. «Sono onorato dal fatto che nelle settimane passate mi è stata prospettata l'ipotesi di assumere l'incarico di ministro dei Beni culturali, queste deleghe sono state rivendicate poi dalla Margherita e da Rutelli», dice secco Bettini. Ma le parole più dure sono per il segretario Ds che gli ha proposto la Funzione pubblica come ministero di consolazione: «Ho declinato racconta Bettini osservando che in quella posizione avrei potuto indicargli molte persone più adatte di me». Niente governo, resterà a fare il senatore. Con l'amaro in bocca.
Vice ministro alla Cultura Bettini rinuncia, arriva Borgna
Il sottosegretario dei Beni culturali Goffredo Bettini ha espresso delusione per non essere stato nominato ministro dei Beni culturali come previsto. L'incarico è stato assegnato a Gianni Borgna, un suo amico e ex compagno di partito. Bettini ha accusato il segretario dei Democratici di Sinistra Francesco Rutelli di averlo escluso e ha dichiarato di aver declinato la proposta di assumere la Funzione pubblica come ministero di consolazione. Bettini ha anche attaccato Rutelli e il segretario della Margherita Piero Fassino, affermando di aver ricevuto l'ipotesi di assumere l'incarico di ministro dei Beni culturali nelle settimane precedenti.
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