Blitz della Finanza in un casale di Castel di Guido. Forse collegamenti coi furti subiti dalle chiese di Ladispoli e Palo Ostia, quadro del 600 e cinque stazioni della Via Crucis le tele più preziose Avevano nascosto in uno scatolone di plastica, dietro una fratta, venti quadri antichi di valore inestimabile. Pure in presenza di quella merce, però, avevano preferito darsi al commercio di cd piratati o di articoli rubati. Cinque romeni sono stati arrestati ed altri quindici stranieri, tra i quali anche nordafricani, sono stati denunciati per violazione alla legge Bossi-Fini. Per tutti anche l'accusa di ricettazione e potrebbe scattare persino l'accusa di traffico di materiale artistico. Il bilancio è frutto di un'operazione condotta dal II Gruppo della Guardia di Finanza di Ostia a Castel di Guido, lungo l'Aurelia. I militari, con l'obiettivo di contrastare l'immigrazione clandestina e di fronteggiare i fenomeni criminali legati alla permanenza illegale degli stranieri, sono arrivati ad una baraccopoli cresciuta intorno ad un casolare in cui erano accampate più di venti persone. Ad un'attenta perquisizione è emerso che i clandestini, di cui 18 di origine romena ed alcuni nord africani, svolgevano attività legate alla ricettazione di merce rubata. Pochi tra loro, infatti, erano utilizzati senza regole come operai in cantieri edilizi. Durante il blitz sono stati rinvenuti abilmente occultati in alcuni scatoloni di plastica, tra i cespugli nel terreno circostante la baraccopoli, ben venti dipinti di valore storico di quasi certa provenienza furtiva. Le opere riproducono le diverse stazioni di una "Via Crucis" e sono parte dell'arredamento di una chiesa come attestano anche i timbri a croce cattolica apposte sotto le cornici. Sono stati avviati accertamenti per la verifica delle denunce ultimamente sporte nella zona al fine di individuare il proprietario. L'attenzione si concentra sul furto di un quadro del '600 scoperto a giugno del 2002 nella chiesa di Santa Maria del Rosario di Ladispoli. Cinque stazioni della Via Crucis dell'800, invece, potrebbero essere quelle sottratte a luglio dello stesso anno alla chiesa della santissima Annunziata di Palo Laziale. Oltre alle opere, nelle baracche degli stranieri sono stati rinvenuti e sequestrati borsoni contenenti capi d'abbigliamento contraffatti e alcuni strumenti musicali ancora imballati. I cinque romeni finiti in carcere per aver violato il foglio di via dovranno rispondere anche di ricettazione. Per tutti gli altri, privi di permesso di soggiorno, è stato avviato l'iter per l'espulsione dal territorio nazionale oltre alla denuncia a piede libero. Gli elementi acquisiti nel corso dell'operazione sono al vaglio degli investigatori per il prosieguo dell'attività operativa tendente ad individuare l'eventuale esistenza di collezioni committenti. Il fatto che le pitture fossero in quel luogo a distanza di quattro anni dal loro furto lascia pensare che alla base non ci sia una vera organizzazione criminale ma solo delinquenza comune.
LAZIO: Recuperati 20 antichi dipinti sacri
A Castel di Guido, in una baraccopoli di clandestini, è stato trovato un casolare in cui sono state trovate venti opere d'arte rubate. I clandestini, di cui 18 romeni e alcuni nordafricani, svolgevano attività legate alla ricettazione di merce rubata. Durante il blitz sono stati rinvenuti scatoloni di plastica con dipinti di valore storico, tra cui cinque stazioni della Via Crucis dell'800. I dipinti sono stati occultati in un casolare in cui erano accampate più di venti persone. Cinque romeni sono stati arrestati e altri quindici stranieri, tra cui nordafricani, sono stati denunciati per violazione alla legge Bossi-Fini.
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