E' IN dirittura d'arrivo il completamento del restauro del palazzo comunale sede dell'antico Consorzio delle Bonificazioni Pontine che ospiterà un museo dedicato a tutti gli interventi di bonifica realizzati o solo progettati nell'arco dei secoli per la Regione Pontina. Il progetto di restauro e di adeguamento museale dell'edificio è stato curato dagli arch.ti Luigi Congedo (capogruppo), Paolo Martellotti ed Eros Congedo che si sono avvalsi della consulenza scientifico culturale dell'archeologa prof.sa Stefania Gigli Quilici, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia della Seconda Università degli Studi di Napoli, e del prof. Emilio Selvaggi. La complessa struttura del palazzo denuncia una straordinaria storia di sovrapposizioni architettoniche: dalle maestose sottostrutture romane del Foro in opus reticulatum alle possenti volte in opus cementicium, alle settecentesche decorazioni. I progettisti hanno ricondotto l'edificio, introducendo minime modifiche ed interventi strutturali, agli standard e alle caratteristiche necessarie per proiettare il centro museale in una dimensione europea, quale l'importanza del tema, il prestigio della città di Terracina e la qualità architettonica e paesaggistica del complesso richiedono. Il futuro museo, oltre alla tradizionale accezione di contenitore e conservatore di "memorie", ospitando l'Archivio Storico Comunale, integrato da altri fondi archivistici, avrà la caratteristica di un Centro di Documentazione sul tema, ospiterà una biblioteca specializzata e garantirà con opportuni spazi le esposizioni temporanee che via via verranno proposte. La flessibilità del nuovo museo è stata infatti definita dai progettisti come il valore assoluto di una struttura polifunzionale a vocazione museale. Dal museo si avrà accesso, anche didatticamente, ai segmenti urbani e territoriali di quell'ampio contesto che nei secoli è stato oggetto di interventi di restituzione agraria della pianura. Le funzioni dei singoli ambienti saranno distribuite su quattro piani e in più di 3000 mq, a partire dalla prestigiosa Sala Marie Renè de La Blanchère (un tempo chiesa di S. Domitilla), già utilizzata dato anche il suo accesso da via Annunziata, e dall'appartamento di rappresentanza che ospita un ciclo di affreschi inediti, recentemente scoperti. L'articolato progetto di dotare la città di Terracina di un museo tematico territoriale è frutto della convergenza d'intenti (Regione Lazio-Assessorato alla Cultura e Amministrazione Comunale di Terracina) che ha permesso fino ad ora l'erogazione di cospicui fondi (4.500.000 Euro circa), attraverso i finanziamenti di diversi provvedimenti legislativi ( Legge n.511982-Lavori Pubblici, Legge n.211984-Beni Culturali e l'APQ (Accordo dei Programmi Quadro) 12000), per l'acquisizione dell'immobile, la progettazione esecutiva-restauro, per i lavori definiti nei vari lotti e stralci realizzati dal 1991, per gli interventi in corso d'opera. Non è inutile sottolineare come il patrimonio monumentale della città alta di Terracina abbia acquisito un valore aggiunto che, limitatamente alle valutazioni di ordine economico circa il complesso immobiliare a valenza storica con destinazione museale, può essere stimato allo stato attuale in più di dieci milioni di Euro, triplicabili alla conclusione dei lavori e trascurando l'indotto che coinvolgerà l'intero abitato. La Conferenza dei servizi, convocata ai sensi e per gli effetti della Legge 07081990 n.241 art.14, per il contestuale esame degli interessi coinvolti dall'ipotesi del percorso conoscitivo e del progetto preliminare relativo all'intervento programmato, occasione nella quale sono stati illustrati e chiariti gli elaborati progettuali, ha rappresentato un notevole passo avanti per il completamento di un progetto che conferma per Terracina il ruolo di "capitale" delle Bonifiche Pontine. mercoledì 17 maggio 2006
Un museo sui tesori della bonifica
Il palazzo comunale di Terracina, sede dell'antico Consorzio delle Bonificazioni Pontine, è stato completato dopo un restauro e adeguamento museale. Il progetto è stato curato dagli architetti Luigi Congedo, Paolo Martellotti e Eros Congedo, con la consulenza scientifico culturale dell'archeologa prof. Stefania Gigli Quilici. Il palazzo, con le sue struttura romana e settecentesche decorazioni, ospiterà un museo che esporrà la storia delle Bonifiche Pontine. Il museo avrà una biblioteca specializzata e spazi per esposizioni temporanee. La struttura polifunzionale del museo sarà utilizzata anche per didattica e accesso ai segmenti urbani e territoriali della pianura.
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