Il noto critico sarà l'assessore alla Cultura nella squadra di Alemanno. Intanto critica la nuova Ara pacis e piazza San Cosimato: «Sono due veri scempi» La sorpresa di sabato prossimo inscritta nella campagna elettorale del centro destra a Roma? Si chiamano "nuova" Ara Pacis e Vittorio Sgarbi. Sarà davanti ad una dei nuovi "orrori di Roma" (parola del noto critico d'arte ed ex sottosegretario ai Beni culturali) che i romani potranno discutere con Gianni Alemanno e i candidati al Campidoglio della Cdl del futuro della cultura nella Capitale. Sgarbi, ne discuteranno con lei, in qualità di candidato all'assessorato alla Cultura? «Ma sì. Apprendo da lei che Alemanno mi ha indicato per quel ruolo. Ovviamente ne avevamo già parlato. Per la verità, sono stato richiesto con la stessa veste per le Regionali in Sicilia e le Comunali ad Assisi, Cagliari e Amalfi. Ah, dimenticavo: anche per Milano, da Letizia Moratti». E lei? «Roma mi preme, si sa. Peccato solo che a suo tempo mi abbiano rimosso dai Beni culturali: da sottosegretario, lo scempio dell'Ara Pacis credo sarei riuscito a bloccarlo...». Intervenire su quei restauro infelice sarà allora una sua priorità. «Ci può scommettere. Per non parlare, volendo fare un solo altro esempio, della nuova piazza San Cosimato a Trastevere. Cemento dappertutto. E lo spazio per i bambini, infelicissimo». E i musei Capitolini? E la statua del Marc'Aurelio? «Un'altra emergenza da sanare subito. E a proposito di musei, mi muoverò subito perché visitarli sia gratis. Come già avviene per le biblioteche». Proprio gratis? «Si può ipotizzare una offerta libera. E magari ci si potrebbe persino guadagnare» Insomma, anche lei come Nicolini e come Alemanno, boccia la politica culturale di Veltroni. «Guardi, Veltroni ha fatto di tutto. Le sue iniziative sono state tante e tutte ecumeniche. Difficile criticarlo su singoli aspetti». Neanche quando, secondo i sindaci di Venezia e di Modena avrebbe "copiato" i Festival del Cinema e quello della Filosofia? «Ben venga una manifestazione dedicata al cinema a Roma. Quella del Lido di Venezia è una discarica. Comunque, come nel restauro, la cosa fondamentale è imitare bene i modelli che già esistono». E Veltroni imita bene? «Diciamo che fa tante cose». Troppe? «Di certo Rutelli prima e Veltroni dopo hanno arrecato anche danni a Roma». Un esempio? «L'arredo urbano è piuttosto modesto. Occorrerà metterci mano». Concorda con Nicolini, assessore alla Cultura in ben tre giunte di sinistra, che a Roma non si sperimenta più? «Nicolini ragiona con i suoi metri di giudizio. Però è vero: di cose nuove e di ricerca di inedite forme di teatro e di musica non c'è quasi traccia». E allora? «Piuttosto che "troppo" cinema, si dia spazio ai quadri di nuovi artisti». Magari nelle Case tematiche come quelle nate in questi anni per la musica, il teatro, le letterature e il jazz. «Non sono contrario. Ma mi intriga moltissimo la proposto di Gianni Alemanno di Case della Cultura e delle Arti in ogni quartiere di Roma». Tutt'altro rispetto alla strategia veltroniana. 0 no? «Ma Veltroni è la punta più moderata nel centro sinistra, che cosa crede? Compreso questo, i romani potranno scegliere se confermarlo o aprirsi al Nuovo. Io, ho già scelto».
Intervista a Sgarbi: Musei gratis e più arte
Il critico d'arte Vittorio Sgarbi ha criticato la nuova Ara Pacis e la piazza San Cosimato a Trastevere, definendole "scempi". Ha anche espresso la sua opposizione alla politica culturale di Gianni Alemanno, che ha indicato come assessore alla Cultura. Sgarbi ha affermato che Alemanno non sarebbe stato in grado di bloccare il restauro infelice dell'Ara Pacis e ha criticato la sua politica culturale, che considera troppo centrata sul cinema. Ha invece espresso il suo sostegno a Nicolini, assessore alla Cultura in passato, che ha proposto di creare Case della Cultura e delle Arti in ogni quartiere di Roma.
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