Secondo il Rapporto del Centro studi del Tci, oltre 7,5 milioni di visitatori In crescita le presenze nel 2005: primo il Vaticano Sitomuseo Meta Visitatori 1) Musei Vaticani Roma 3.822.234 2) Scavi di Pompei Napoli 2.370.940 3) Palazzo Ducale Venezia 1.446.010 4) Complesso S.Croce Firenze 1.443.779 5) Galleria Uffizi Firenze 1.342.558 6) Acquario Genova 1.304.000 7) Galleria Accademia Firenze 1.177.513 8) Museo Risorgimento Roma 820.000 9) Museo Castel S.Angelo Roma 808.787 10) Bioparco Roma 601.846 (Fonte: Touring club 2006) E' quasi un fil rouge geografico la Top 30 Musei e siti più visitati in Italia, stilata dal Centro studi e ricerche del Touring club, resa nota ieri: ai primi tre posti della graduatoria si collocano infatti i Musei Vaticani a Roma, gli scavi di Pompei e il Palazzo Ducale a Venezia, con una frequentazione complessiva di oltre 7,5 milioni di visitatori nel 2005. A conti fatti, significa un buon 25 di share sul totale dei turisti che hanno affollato i 437 siti storico-archeologici, i 192 musei e i 36 sistemi museali italiani lo scorso anno. Un patrimonio che, con 32 milioni di visitatori e un introito di oltre 90 milioni di euro, si riconferma, dunque, il polo d'attrazione più qualificante della nostra offerta turistica. Sempre secondo il Centro studi del Tci, poi, l'Italia appare ancora al primo posto, nel Mediterraneo e in Europa, come destinazione d'arte e cultura, seguita a distanza da Grecia, Francia e Spagna. Un primato di attrattività che, se deve comunque tener presente una forte componente di turisti domestici, ovvero di un'utenza residenziale o nazionale, non sminuisce certo la valenza di una consistente presenza estera, cruciale per le performance raggiunte lo scorso anno. Ciò che sorprende, inoltre sono i trend di crescita negli ultimi tre anni relativi agli ingressi (5,8 annuo) e agli introiti (30 annuo), merito di una buona strategia di comunicazione e promozione in Italia e all'estero e all'organizzazione di esposizioni ed eventi artistici di alta risonanza internazionale. I beni artistici e culturali appaiono, dunque, non solo fattori di attrazione turistica, ma un vero e proprio valore aggiunto, in grado di incrementare la competitività all'offerta del nostro paese. Secondo gli autori del monitoraggio del Tci, negli ultimi anni è radicalmente cambiato il quadro di definizione del cosiddetto «turismo culturale»: se fino alla fine degli anni 90, infatti, al centro della domanda era posizionato il bene culturale a se stante, da qualche anno sono il contesto ambientale, il calendario degli eventi e l'offerta dei servizi complementari nella destinazione-sede del sito o del museo a determinarne il successo pieno sui mercati esteri. Secondo gli analisti del Tci, si verifica, così, una sempre più diffusa contaminazione tra elementi tipicamente culturali e altri più propri dell'intrattenimento o attinenti al bisogno di protagonismo dell'utenza (interazione, sperimentazione, partecipazione a eventi). In altre parole, l'Italia deve continuare su questo percorso, puntando non solo sulla valenza dei suoi siti e sistemi museali, ma arricchendo l'offerta complessiva con eventi, intrattenimenti e coinvolgimenti anche extra-culturali, che la destinazione è in grado di allestire per ospiti italiani e stranieri. Così è stato possibile per Roma formato 2000, con le sue mostre e i suoi concerti, così per Venezia e Firenze, che hanno infoltito il loro calendario di eventi e spettacoli di varia natura.