Risolta la querelle tra i ministeri della Cultura e della Difesa sul futuro dell'edificio finora diviso Ira museo e Circolo ufficiali È deciso: a ottobre il Circolo ufficiali delle Forze Armate, che occupava tutto il pianterreno e parte del primo piano, lascerà Palazzo Barberini per trasferirsi nella contigua palazzina Savorgnan di Brazzà. Entro la fine dell'anno si completerà il riallestimento del piano nobile del Museo nazionale d'arte antica, lato via Barberini, con le opere fine Cinquecento e Seicento. A ottobre cominceranno i lavori (durata prevista un anno e mezzo) di restauro e allestimento del piano terra dove verranno esposte le opere dai primitivi al Trecento, Quattrocento e metà Cinquecento. In tre anni, entro ottobre 2009, dovrebbe essere completato il recupero dei secondo piano con le opere del Settecento e si dovrebbe procedere al restauro della facciata dal lato del giardino. Ventiquattro ì miliardi delle vecchie lire erogati fin qui in vari esercizi finanziari per la prima tranche di lavori, fatti e in corso d'opera, seguiti dall'architetto Laura Cherubini della Soprintendenza ai Beni Architettonici. La facciata anteriore è stata rifatta pochi anni fa. Col secondo lotto di lavori si dovrà provvedere al restauro del secondo piano e alla facciata dalla parte del giardino. Mai fino ad ora si era lavorato tanto a Palazzo Barberini. Basta un'occhiata per accorgersene. Il grande piazzale coperto di ghiaia è ora a sampietrini, impalcature ovunque nell'atrio e a protezione della doppia rampa di scale di Borromini e Bernini e tra le due, ricostruita a gradoni la strada come era una volta. Sullo sfondo la grande statua di Apollo posta sulla facciata della palazzina Savorgnan, nuova sede, con le Scuderie Barberini, del Circolo ufficiali. L'entrata è da via XX Settembre, un lungo tunnel superprotetto conduce alle sale di rappresentanza. Ma è il giardino la vera sorpresa. Da qualche mese le siepi di bosso sono state reimpiantate secondo gli arabeschi seicenteschi, e la serra ottocentesca restaurata: forse ospiterà una serie di sculture. Dunque dopo decenni di diatribe e rinvii, si realizza il sogno degli amanti dell'arte, la totale disponibilità del palazzo per il museo che ha dovuto convivere con i militari. Risolto il lungo contenzioso con le forze armate, Palazzo Barberini si avvia a diventare quel grande museo che potenzialmente è sempre stato. Non solo per la scala monumentale dell'edifìcio (basti pensare agli architetti che vi hanno lavorato: Maderno, Bernini, Borromini) o per la Sala della Divina Clemenza affrescata da Pietro da Cortona, ma per i capolavori che conserva (dalla Fornarina di Raffaello a Caravaggio a Preti), finanche nei depositi. Fra dipinti e sculture, 3500 opere. Tra queste «Agar e l'angelo» di Poussin, «l'unico che possediamo», dice Angela Negro, che con Anna Lo Bianco ha la responsabilità della Galleria. 0 il «Putto dormiente» di Guido Reni, un affresco staccato proveniente da Santa Maria Maggiore, dono di don Urbano Barberini.
Roma. Palazzo Barberini, l'arte sfratta i militari
Il palazzo Barberini, sede del Museo nazionale d'arte antica, sarà completamente ristrutturato e restaurato entro la fine del 2008. Il Circolo ufficiali delle Forze Armate, che occupava il piano terra e parte del primo piano, lascerà il palazzo per trasferirsi nella palazzina Savorgnan di Brazzà. I lavori di restauro e allestimento del piano terra, dove verranno esposte le opere dai primitivi al Trecento, Quattrocento e metà Cinquecento, inizieranno a ottobre. Il recupero dei secondi piano con le opere del Settecento e il restauro della facciata dal lato del giardino dovrebbero essere completati entro ottobre 2009.
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