CREMONA Toccare San Sigismondo, gioiello e secondo biglietto da visita della città dopo il Duomo, è fonte di polemiche. Se poi si apre un cantiere coperto da silenzio felpato è inevitabile. I lavori di recupero del complesso monastico sono stati seguiti per competenza dalla Sovrintendenza che ne ha mantenuto il controllo una volta approvato il progetto. Le opere in corso in seguito anche a una critica apparsa su un sito internet corredata da foto del cantiere sono state fermate. «Si è trattato spiega il sovrintendente Luca Rinaldi di un blocco informale in quanto i lavori sembravano andare oltre ed essere eseguiti non sempre con perizia. Una sospensione concordata per completare indagini, stratigrafiche sugli intonaci. Si è avuto così conferma che l'edificio era stato manomesso nel tempo e che gli interventi si sono limitati a parti già trasformate in epoche recenti. Le parti originarie erano veramente esigue». Sull'agibilità del complesso dopo la destinazione alle monache non è compito della Sovrintendenza esprimersi. Sarà il Comune eventualmente a garantirla con orari da concordarsi, anche se la domanda era pressoché inesistente. Sorprendente lo diventi adesso.
Cremona. Gli interventi? Su parti già manomesse nel tempo
CREMONA Toccare San Sigismondo, gioiello e secondo biglietto da visita della città dopo il Duomo, è fonte di polemiche. Se poi si apre un cantiere coperto da silenzio felpato è inevitabile. I lavori di recupero del complesso monastico sono stati seguiti per competenza dalla Sovrintendenza che ne ha mantenuto il controllo una volta approvato il progetto. Le opere in corso in seguito anche a una critica apparsa su un sito internet corredata da foto del cantiere sono state fermate. Si è trattato spiega il sovrintendente Luca Rinaldi di un blocco informale in quanto i lavori sembravano andare oltre ed essere eseguiti non sempre con perizia. Una sospensione concordata per completare indagini, stratigrafiche sugli intonaci. Si è avuto così conferma che l'edificio era stato manomesso nel tempo e che gli interventi si sono limitati a parti già trasformate in epoche recenti. Le parti originarie erano veramente esigue. Sull'agibilità del complesso dopo la destinazione alle monache non è compito della Sovrintendenza esprimersi. Sarà il Comune eventualmente a garantirla con orari da concordarsi, anche se la domanda era pressoché inesistente. Sorprendente lo diventi adesso.
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