Cadono dal monumento nuovi frammenti di marmo dopo la caduta di un blocco di pietra l'ottobre scorso MODENA L'allarme è scattato di primo mattino, quando i primi passanti hanno notato i calcinacci a terra, in via Lanfranco, proprio di fronte all'ingresso della Ghirlandina. E subito in molti hanno provato un brivido: il Duomo di Modena, l'antico, splendido tempio che l'Unesco ha inserito fra i patrimoni dell'Umanità, ha perso un altro pezzo. Un frammento di vari centi-metri, che è caduto da diversi metri d'altezza e si è sbriciolato in più pezzetti. Tutto questo ad appena sette mesi da un altro "segnale critico': nella serata di martedì 4 ottobre, durante un temporale, dal cornicione della facciata della cattedrale era piombato a terra un blocco di pietra d'istria, e solo per miracolo nessuno era rimasto investito e ferito. Anche in questo caso, il crollo sembra essere avvenuto nottetempo, quasi certamente fra sabato e domenica, durante un violento acquazzone. «A un primo esame dice uno degli esperti che in questi anni ha seguito le vicende della tutela del Duomo sembra trattarsi di frammenti di marmo di Verona, calcare ammonitico». Potrebbero essersi distaccati dalla cuspide del transetto nord del Duomo, dove si notano alcune 'sgranature". Forse proprio le infiltrazioni d'acqua («Ma anche qualche vibrazione di troppo lungo la via Emilia...», aggiunge qualcuno) potrebbero essere state responsabili della caduta del blocchetto di pietra. II parroco del Duomo, monsignor Rino Annovi, è stato fra i primi a essere avvisato. Ieri mattina, con l'intervento della Polizia municipale, sono state adottate alcune precauzioni indispensabili: via Lanfranco è stata transennata, nel breve tratto da piazza Grande alla porta della Pescheria. Nella mattinata, la torre Ghirlandina (che si può visitare tutte le domeniche, per godere anche del meraviglioso panorama dall'alto) è rimasta aperta secondo programma, ma nel pomeriggio si è preferito tenerla chiusa: «Una pura precauzione», è stato detto. Già questa mattina i tecnici dovranno compiere un sopralluogo accurato, per verifi-care il punto esatto da cui sarebbe avvenuto il distacco. Già all'inizio dell'anno, peraltro, era stalo effettuato un monitoraggio attento dei i marmi della cattedrale, e proprio da pochi giorni si è insediata ufficialmente la nuova 'Fabbrica del Duomo', un pool di esperti, che unisce Capitolo metropolitano e Comune, per 'curare' e tutelare il monumento. Casa di San Geminiano. Fra i primi restauri urgenti, annunciati in occasione dell'avvio dei lavori, ci sono proprio quelli della copertura, del rosone e della porta della Pescheria. Con i suoi 900 e più anni, il duomo è il più prezioso tesoro (e il simbolo) di Modena: e, pur se appare possente e robusto, forse è anche il più fragile. Adesso spetta a una 'Fabbrica' di esperti vegliare sulla chiesa II nuovo comitato di tutela è nato da appena 15 giorni MODENA Con le architetture di Lanfranco e le sculture di Wiligelmo, il Duomo è uno dei capolavori dell'arte romanica: nel 1997 l'Unesco lo ha incluso fra i patrimoni dell'Umanità. La prima pietra fu posta più dì 900 anni fa, nel 1099. E già il 30 aprile 1106, sotto gli occhi di Matilde di Canossa, le spoglie di San Geminia-no, Patrono della comunità, vennero traslate nella nuova cripta. Non a caso, quindi, la stessa data del 30 aprile è stata scelta per 'rifondare' la Fabbrica del Duomo, l'organismo che (sulle orme della 'Fabrica del Santo', già attiva nel Medioevo) dovrà occuparsi della tutela dell'insigne monumento, oltre che dei due musei annessi, della sagrestia e dell 'Archivio Capitolare. Il consiglio della Fabbrica, si'è insediato appunto quindici giorni fa: presieduto da Gianfranco Levoni (foto), dirigente d'azienda, riunisce vari esperti e rappresentanti del Capitolo metropolitano del Duomo e del Comune. «Fra i primi impegni ha spiegato Levoni in occasione del debutto della Fabbrica dovremo affrontare restauri urgenti, in particolare per la copertura, il rosone e la Porta della Pescheria». Da parte sua, il Comune ha già previsto di mettere a disposizione 100mìla euro all'anno, per un triennio, per .la manutenzione del Duomo: naturalmente serviranno altri fondi, dagli enti pubblici e (auspicabilmente) dai privati, per poter garantire al Duomo ancora una lunga, lunghissima vita.