Due giorni di convegno a Roma, tra archivi e volumi ritrovati «IN alcune cantine di pertinenza della Comunità ebraica di Roma, sono state trovate delle casse con dei libri. Anche alcuni testi liturgici di pregio. Lo stiamo accertando, ma potrebbero essere volumi della biblioteca della Comunità, razziata dai nazisti il 14 ottobre 1943, alla vigilia della deportazione d'oltre mille persone, e poco dopo la forzata consegna di 50 chili d'oro al tenente colonnello delle Ss Herbert Kappler. Finora, era stato recuperato soltanto un piccolo libro, ad Amsterdam. Sarebbero poche unità, forse nascoste prima della razzia», dice Saul Meghnagi, assessore alla cultura dell'Unione delle Comunità italiane, Ucei. Le biblioteche erano due: della Comunità romana e del Collegio Rabbinico; buona parte di questa è tornata a guerra finita; della prima, 7.000 volumi, tra cui incunaboli, manoscritti, edizioni del Cinque e Seicento, esemplari di Aldo Manuzio, alcuni addirittura unici, non s'è invece avuta più notizia. Del ritrovamento, forse si saprà qualcosa in più tra pochi giorni, al convegno dedicato alla Memoria della memoria, la Shoah dopo "i testimoni" (mercoledì e giovedì, al Centro bibliografico dell'Ucei, a Lungotevere Sanzio), in cui si parlerà a lungo di "fonti". «Ad esempio, studiandole, Mario Toscano ha scoperto che durante la Prima Guerra mondiale, alcuni dei rabbini si comportarono un po' come i cappellani cattolici, mantenendo i contatti con gli ebrei impegnati sotto le armi», continua Meghnagi. Renato Moro esaminerà l'elaborazione cattolica della Shoah ; Michele Battini, la Memoria della violenza ; Santo Peli, la Resistenza e l'Olocausto; con loro, tra gli altri, Micaela Procaccia, Liliana Picciotto, Anna Rossi Doria, Anna Foa, David Meghnagi, Marcello Pezzetti (spiegherà le rilevanti scoperte compiute ad Auschwitz). Mercoledì, sotto il titolo di Ricordare e raccontare , la serata verrà riservata a un Omaggio a Primo Levi , con la proiezione d'interviste e filmati, anche a cura di Sorgente di vita , la trasmissione della Rai gestita dall'Unione delle Comunità ebraiche. Saul Meghnagi spiega che, «da oltre due anni, e con fondi pubblici, l'Unione ha avviato un progetto di conoscenza e riordino delle biblioteche e archivi ebraici in Italia; per prima cosa, logicamente, abbiamo affrontato il periodo dal 1938 al 1945; e ne stanno scaturendo interessanti novità, delle quali il dibattito darà notizia e ragione». Poi, la conferma dell'adesione al Risorgimento degli ebrei italiani e il loro arruolamento nella I Guerra; i problemi legati alla coesistenza tra i principi religiosi e la vita civile; il dibattito, nelle Comunità, tra i favorevoli e i contrari al Sionismo, con grande varietà di posizioni. «Gli ebrei italiani erano rispettosi dello Stato; al quale erano anzi riconoscenti perché aveva ristabilito i loro diritti, per troppo tempo negati», spiega ancora Meghnagi; forse, anche per questo molti non si sono mobilitati subito, all'avvento del fascismo. «I documenti che abbiamo catalogato e reso fruibili raccontano anche di alcuni conflitti; per esempio, a Torino la Comunità si divise: un gruppo favorevole al fascismo, e un altro assolutamente ad esso contrario»; a Roma, destò scandalo la conversione al cristianesimo del rabbino capo Israele Zolli, già per vent'anni a Trieste. Nella Capitale, prima dei Papi e poi dei Re, gli ebrei sono stati costretti a vivere, anzi a soppravvivere (chi ce l'ha fatta), per ben tre secoli rinchiusi nel ghetto. Una prima apertura con la Repubblica Giacobina; e l'ultimo Papa-Re, Pio IX Mastai Ferretti, prima fa scardinare i portoni di quello che tutti chiamavano il " serraglio dei giudii ", poi, abbattere le mura. Ma altrove, l'emancipazione era giunta con buon anticipo: gli ebrei di Trieste, Mantova e Milano, la ottengono da Giuseppe II nel 1781; e sarà poi Carlo Alberto, 1848, a decretare la fine d'ogni discriminazione. Sempre a Roma, il Tempio maggiore che ha appena celebrato il secolo, resta emblema palpabile, anzi il monumento alla ritrovata libertà; dell'uguaglianza che, almeno formalmente, accomuna agli altri i cittadini di fede israelita. Anche questa è memoria: da riscoprire, per continuare a poterla vivere.
ShoahLa Memoria passa per le biblioteche
A Roma, sono stati trovati due cassi con libri in alcune cantine della Comunità ebraica. Tra i libri, sono stati trovati testi liturgici di pregio. Lo stanno accertando, ma potrebbero essere volumi della biblioteca della Comunità, che fu razziata dai nazisti nel 1943. L'Unione delle Comunità italiane ha avviato un progetto di conoscenza e riordino delle biblioteche e archivi ebraici in Italia, che ha portato a scoperte interessanti. Il progetto ha affrontato il periodo dal 1938 al 1945 e ha rivelato conflitti all'interno delle Comunità ebreie.
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