Assalto a chiese, case campidanesi e all'ex cartiera Perra Grande afflusso di pubblico e di turisti alla prima edizione organizzata per riscoprire i monumenti più significativi e suggestivi della città. Zaino in spalla e guida turistica tra le mani, sono arrivati da tutta la provincia per scoprire i tesori della Quartu più antica. Migliaia di persone tra sabato pomeriggio e la giornata di ieri hanno preso d'assalto chiese e siti sconosciuti in occasione della manifestazione Monumenti Aperti alla quale la città ha aderito per la prima volta. Un esercito di quasi diecimila visitatori che si sono divisi tra l'ex cartiera di via Sant'Antonio, le chiese di Sant'Agata e San Benedetto, l'ex carcere di via Caserma e l'antica Casa Mallus del novecento. Un vero boom quello del cenacolo dell'Addolorata Claustrale nel monastero delle monache di clausura in via Porcu: apriva le porte solo ieri mattina dalle 10 alle 12 e in due ore sono stati 320 i visitatori. Il primato va comunque alla chiesa di Sant'Agata, al chiostro e all'ex convento dei cappuccini con oltre mille persone nella due giorni. Un edizione che si chiude con la speranza che i tesori della città sino fruibili tutto l'anno e con un arrivederci ad ottobre quando ad aprire saranno i siti archeologici del territorio , ripuliti e rimessi a nuovo. La novità assoluta di questo debutto quartese nel circuito regionale di Monumenti Aperti è stata la cartiera Ferra dove si sono riversati centinaia di visitatori. A far da guide i preparatissi-mi studenti della scuola media Rosas che hanno mostrato macchinari e illustrato il ciclo produttivo di uno stabilimento che con paglia e carta macerate e filtrate riusciva a produrre tra il 1911 e il 1964 circa dieci quintali di carta al giorno. «Davvero non conoscevo l'esistenza di questa cartiera , estremamente interessante», commenta Anna Murra, una delle tante visitatrici dei beni culturali della città, «un esempio dell'industria di un tempo e anche dell'ingegno umano. È importante che Quartu faccia conoscere alla gente questi luoghi che dovrebbero essere aperti più spesso». Davanti all'antica Casa Mallus di via Sirtori si faceva la fila. La domus completamente ristrutturata ha conservato il suo fascino soprattutto negli affreschi ai soffitti delle diverse stanze. «Un salto indietro nel tempo, come tornare indietro alle case dei nonni», sostiene Andrea Pes, «mancava a Quartu una manifestazione come questa. Peccato che in due giorni non sia facile visitare tutto. Ci vorrebbe più tempo. È stata una sorpresa riscoprire anche la vecchia chieset-ta di San Benedetto, sigillata nel resto dell'anno». Le strada animate da così tanta gente non si vedevano da tempo: c'erano mamme con bambini, giovani, anziani, per un tuffo nella cultura in una giornata di festa. Gli anziani dei centri sociali, gli scout, i vo-lontari, gli studenti si sono prodigati per la buona riuscita dell'iniziativa organizzata grazie alla sinergia dei tre assessorati comunali ai Beni Culturali, alle Politiche Sociali e allo Spettacolo. I siti principali hanno ospitato convegni e concerti. E non finisce qui: a ottobre si replica con la visita ai siti archeologici: ai fortini, a San Forzorio, al nuraghe Diana, alla Villa romana. Si continua a dicembre con la riscoperta dei riti religiosi nelle chiese più antiche. In quell'occasione aprirà le porte anche la chiesetta di Sant'Etisie grande assente in questo week end insieme a Sa Dom'e Farra. In attesa di un accordo con la Regione resta sbarrato il simbolo della città. La prima edizione quartese di Monumenti aperti va comunque in archivio con un bilancio più che positivo e con la scommessa vinta di avere restituito ai quartesi la loro città.