Quando, qualche tempo fa, un noto professionista pisano ha staccato dal suo carnet un assegno da 2Omila euro era convinto di aver fatto un buon affare. Del resto, quel dipinto, che aveva appena acquistato, lo aveva 'affascinato', sin dal primo momento in cui l'aveva ammirato in una galleria d'arte della città. La delicatezza espressiva dei volti, la perfezione del disegno, soprattutto dei tratti fisiognomici, la bellezza dei colori lo avevano, letteralmente, fatto innamorare. Anche perché si trattava di un quadro del XVI secolo attribuito alla 'bottega' di Andrea del Sarto, proveniente dalla collezione inglese di Lord Yarborough. Quello che non immaginava, è che si trattava di un affare di inestibabile valore. Sì, perché, dopo averlo portato a 'ripulire' da Fausto Giannitrapani, uno dei più apprezzati restauratori italiani, specializzato nelle opere di Andrea del Sarto, è arrivata la sorpresa. Quel dipinto a olio su tavola, raffigurante La Madonna col Bambino e San Giovannino, ha svelato «pregi artistici, pittorici e disegnativi originari, riconducibili proprio alla mano del maestro del Rinascimento fiorentino». Come ha riconosciuto anche la dottoressa Maria Teresa Lazzarini, della Soprintendenza ai Monumenti e Gallerie di Pisa. Così il professionista si è trovato di fronte al dilemma di come goderne. «E' la domanda che io e mia moglie ci siamo posti racconta a La Nazione in cambio dell'anonimato e le risposte più semplici e più ovvie erano quelle di tenere il dipinto in casa o di venderlo ad un museo e 'goderne' i frutti per il resto della vita». E, invece, ecco la sorpresa. Anziché tenerlo per sé o alienarlo, il professionista ha deciso di donare il dipinto alla parrocchia del quartiere in cui abita. Così, oggi, quel quadro, protetto da una serie di sofisticati allarmi e da speciali vetrate, è conservato nella chiesa di San Lazzaro nel quartiere pisano di Porta a Lucca, dove quotidianamente tante persone si recano per venerare l'immagine de La Madonna col Bambino e San Giovannino.