Una lettera nella buca, un'occhiata all'intestazione, ed ecco che scopro la provenienza: «Cimitero Acattolico per gli stranieri al Testaccio, via Caio Cestio 6...». Testuale. Ma che vorrà mai da me la direzione del Cimitero degli Inglesi, non posso pensare che si tratti di un invito per una vernice proprio lì? Infatti, nessun vernice. Leggo subito, e scopro che il 25 maggio alle ore 18 sarà invece inaugurata l'Associazione Amici del Cimitero Acattolico a Roma, ancora testuale. I convenuti si riuniranno presso la cappella per l'inaugurazione e una lettura di poesie. Perché mai? Leggo ancora: «Perché il cimitero è a rischio? Inquinamento atmosferico, attacco biologico e dissesto del suolo stanno danneggiando i monumenti funerari in modo preoccupante, e le risorse finanziarie del cimitero sono inadeguate per garantire la conservazione. A dispetto della sua importanza monumentale, il cimitero non riceve alcun finanziamento pubblico...». Scopro però che nel 2005, il Cimitero Acattolico è stato inserito dal World Monuments Fund nella World Monuments Watch List, un elenco dei 100 siti mondiali più a rischio. Quand'è stata l'ultima volta che ci ho messo piede? Vediamo un po', sfoglio la rubrica delle immagini sul telefonino finché non trovo l'urna di Gramsci, era lo scorso gennaio. In realtà ero andato a trovare un amico, Dario Bellezza, cercavo e ancora cercavo il suo posto, inutilmente, finché uno dei custodi, molto gentilmente, mi ha dato le giuste coordinate. È vero, il nome di Dario era già scivolato via dalla pietra, la vernice rossa era svanita, così come i suoi versi altrettanto incisi. Mi sembra una vita, da quando Dario Bellezza era ancora uno di noi, era un ragazzo in giro per i bar di via del Biscione. Cosa so ancora del cimitero Acattolico? So, come ho già scritto, che si tratta forse del più ambito fra quelli italiani, o forse addirittura mondiali. Perché assomiglia a un luogo monumentale, senza mettere comunque paura; e chissà se basteranno i versi di Pasolini per darne conferma: «Tu stai lì, bandito e con dura eleganza non cattolica, elencato fra estranei morti: Le ceneri di Gramsci... Tra speranza e vecchia sfiducia ti accosto, capitato per caso in questa magra serra...». Altro che Verano o Prima Porta o Parrocchietta! Si accede suonando una campanella, impiegano sempre qualche secondo i custodi prima di farti entrare, il tempo di raggiungere il cancello dal loro piccolo ufficio che sembra dividere l'area monumentale da quella, come dire?, occupata dai loculi in modo fitto: borghesia straniera, russi bianchi fuggiti dall'ottobre rosso, corpo diplomatico, feluche, gente che può, signori che perfino da morti amano stare lontano dal bordello e dal pessimo gusto. Quanto invece alla parte monumentale, che sembra inglobare la stessa Piramide di Caio Cestio nel suo paesaggio, mostra un prato coltivato ad are e cenotafi, l'apoteosi dell'arcadia, un paesaggio perfetto per un pittore quale Poussin, i simboli dell'arte a bassorilievo sui cippi, la cetra per Keats, la tavolozza per il suo amico pittore Severn, e gatti un po' dappertutto. Dimenticavo: il contributo finanziario ottenuto dagli Amici sarà utilizzato unicamente per le spese di conservazione dei monumenti, giardinaggio, accoglienza dei visitatori, e la manutenzione del sito. Per iscriversi, inviare i propri dati all'indirizzo risaputo: Direzione, Cimitero Acattolico per gli Stranieri al Testaccio, via Nicola Zabaglia, 45, 00153 Roma, Italia. f.abbatetiscali.it