Per i turisti è impossibile la visita a un luogo che ospita opere d'arte di notevole pregio nel panorama regionale Gli interventi per il recupero del monastero di Santa Maria del Soccorso ad Arcevia L'edificio era rimasto danneggiato dal terremoto del 1997 ARCEVIA "Chi gode denigrare la vita degli assenti , riconosca che questa mensa non è degna di lui" è l'iscrizione posta al centro dell'ampio soffitto a volta del refettorio dell'antico monastero di S. Maria del Soccorso riportato al primitivo splendore con i recenti impegnativi restauri diretti dalla dottoressa Caldari soprintendente per i beni storici e demoetuoantropologici delle Marche. Restauri eseguiti durante gli interventi di recupero e consolidamento del monastero danneggiato dal sisma del 1997 diretti dall'ing. Gualtiero Mariotti . Le grandi pareti sono affrescate con intense immagini di Santi e degli Apostoli con Gesù nell'ultima cena , dipinto probabilmente dalla bottega di Ercole e Giampaolo Ramazzani e di Cesare Conti , artisti vissuti a Roccacontrada nel 1500. Costruito attorno al 1400 con la chiesa e l'imponente torre campanaria in pietra bianca concesso ai padri Agostiniani per intercessione di un altro illustre arceviese monsignor Angelo Rocca , agostiniano , sovrintendente della stamperia vaticana e grande estimatore di Ercole Ramazzani , comprende anche l'elegante torrione sul lato nord della cinta muraria , donato dal Comune nel 1601. Agli inizi del 1900 agli Agostiniani subentrarono le suore Clarisse dell'ordine di S. Chiara. Ora la chiesa a tre navate in stile barocco leggero, danneggiata dal terremoto nel 1997 è ancora inagibile. I lavori di ripristino progettati dall'ingegner Gualtiero Mariotti, ai sensi dell'art. 8 della legge 6198 non sono ancora iniziati per mancanza di finanziamenti. Per la comunità delle suore , anche esperte nell'arte del ricamo è una grave umiliazione e per i turisti è il rammarico di non poter ammirare l'Immacolata Concezione del veronese Claudio Ridolfi del 1625, l'Annunciazione dossale in terracotta policroma invetriata di Fra Mattia della Robbia del 1525 proveniente dall'Eramo di S. Girolamo,l'Adorazione dei Magi di Ercole Ramazzani , allievo di Lorenzo Lotto del 1577, il pregevole gruppo scultorio poliecromo all'altare della Pietà del 1500, l'altare di S. Nicola del 1676 con al centro la Madonna incoronata, l'antico organo, il possente coro in noce del 1703. "L'amministrazione comunale arceviese e l'associazione turistica ci ha riferito il presidente della Pro loco Alfiero Verdini - apprezzano comunque l'impegno della Regione ed in particolare dell' ufficio programmi di recupero e beni culturali diretto dall'architetto Paola Mazzotti , a ricercare pur nelle difficoltà finanziarie, le risorse necessarie per consentire la riapertura al culto ed ai turisti dell'antica S. Maria del Soccorso che insieme alla collegiata di S. Medardo è la chiesa più ricca di opere d'arte della diocesi di Senigallia e ridare nuova vita al monastero ed al Borgo di S. Maria, una delle parti più suggestive e caratteristiche di Arcevia".
ARCEVIA Niente soldi, restauro al palo
Il monastero di Santa Maria del Soccorso ad Arcevia è stato danneggiato dal terremoto del 1997 e non è ancora possibile visitarlo. I restauri sono stati eseguiti con la direzione della dottoressa Caldari e dell'ing. Gualtiero Mariotti. Le pareti del refettorio sono affrescate con immagini di Santi e degli Apostoli con Gesù nell'ultima cena. Il monastero comprende anche un torrione sul lato nord della cinta muraria e una chiesa a tre navate in stile barocco. I lavori di ripristino non sono iniziati a causa di mancanza di finanziamenti.
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